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La galleria Auchan

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Nuova farmacia all'Auchan, 14mila firme non bloccano l'apertura

Associazioni, cittadini, commercianti e persino lo stesso Tar si sono dichiarati contrari, ma il progetto va avanti e le porte aprono il 29 giugno

Avanti tutta per la nuova farmacia negli spazi dell'ipermercato Auchan: nonostante le 14mila firme contrarie raccolte tra i cittadini le categorie di lavoratori, il centro commerciale del fringuello rosso dal 29 giugno venderà anche farmaci e medicine, ignorando anche la sospensiva del tar revocata poi dal Consiglio di Stato. Come riporta il Gazzettino, comunque, la battaglia non è finita e c'è ancora chi si prepara a un ultimo colpo di reni per bloccare il progetto.

SCELTA CONTROVERSA – La decisione di aprire alla vendita di farmaci all'interno del supermercato (che ad oggi ospita comunque una parafarmacia, la quale si deve però limitare a prodotti farmaceutici da banco e senza ricetta) risale alla richiesta dell'Ulss 12 per una farmacia negli spazi dell'ospedale dell'Angelo, richiesta respinta all'epoca dalla Regione, dato che la legge non ne prevede la possibilità. Palazzo Balbi, però, aveva lasciato aperto uno spiraglio: se proprio serve una nuova croce verde lampeggiante, l'apertura poteva essere autorizzata dentro all'Auchan, sempre che il Comune ne facesse richiesta. Ames (l'azienda multiservizi economici e sociali, del Comune di Venezia) non se lo fece ripetere due volte e, avendo dalla sua parte la legge di Stabilità del governo Monti, portò avanti il progetto dell'esercizio sanitario dentro al supermercato.

TESTA A TESTA – La decisione comunque non era passata sotto silenzio: cittadini, commercianti, associazioni e, ovviamente, farmacisti si schierarono a testuggine per bloccare l'apertura e lo stesso Tar emanò una sospensiva per mettere in pausa il progetto, un provvedimento che però non spaventò affatto Giampiero Marchese, ex presidente Ames che, a gennaio, quando lasciò l'incarico per rientrare in Consiglio regionale, già sottolineò come grazie alla legge Monti la ragione fosse dalla sua parte (ora Marchese si trova agli arresti domiciliari per l'inchiesta sul Mose). E infatti, come previsto, la Regione si è rivolta al Consiglio di Stato, che ha dato il via libera in attesa dell'udienza del 25 ottobre. C'è comunque chi non si arrende: Franco Conte, segretario di Codacons, ha inviato un esposto-diffida al sindaco di Venezia, al Commissario governativo, al segretario, al direttore generale, al presidente del Collegio dei revisori dei conti e al dirigente dello Sviluppo economico e Partecipate del Comune, al presidente di Ames, all’assessore e al segretario regionale alla Sanità, e al direttore dell’Ulss 12. Una raffica di lettere in cui si ripete che la farmacia dell'Auchan violerebbe il Pat (il Piano di assetto del territorio, non ancora operativo), che nel Comune di Venezia ci sono già 19 croci verdi di troppo e che, anche con la nuova normativa che sposta il numero di esercizi sanitari per abitante da una ogni 4000 ad una ogni 3300, ne resterebbero comunque 15 in eccesso. Difficile dire se questa nuova ondata di proteste servirà a qualcosa, ma intanto le polemiche continuano.

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