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Continuava a spacciare anche dai domiciliari, pusher finisce in cella

Un 40enne tunisino residente a Favaro Veneto è finito in manette dopo essere stato sorpreso con in casa l'eroina. A incastrarlo una sua cliente

Nonostante si trovasse agli arresti domiciliari non aveva perso le vecchie abitudini. Per questo motivo lunedì da casa sua un 40enne di nazionalità tunisina residente a Favaro Veneto è stato trasferito in carcere, in modo da evitare che continuasse con i suoi loschi traffici. Ad arrestarlo sono stati gli agenti del commissariato di Mestre, che da alcuni giorni si erano insospettiti per l'insistito viavai di persone in corrispondenza del palazzo in cui dimorava il pusher.

Un motivo c'era: nonostante non potesse muoversi, quest'ultimo riceveva i clienti direttamente a domicilio. Compresa una veneziana di 52 anni che spesso e sovente raggiungeva lo stabile di "Sic", com'è conosciuto nel mondo dello spaccio, in bicicletta. Entrandoci per poi andarsene dopo pochi minuti. Difficile fossero visite di cortesia. Bloccata e portata in questura, infatti, la donna ha spontaneamente tirato fuori dalla bocca una dose di eroina. Spiegando alle forze dell'ordine che dall'inizio dell'anno aveva ricevuto da "Sic" almeno 150 dosi di quel tipo, pagate 20 euro ciascuna.

La 52enne è anche risultata colpita da un ordine di carcerazione sempre per droga spiccato dalla Procura di Padova: doveva scontare otto mesi di reclusione. Dopodiché l'attenzione si è concentrata sul pusher ai domiciliari, nella cui abitazione sono stati sequestrati oggetti indispensabili per la confezione delle dosi e altra eroina, anche se non in quantità elevatissime. Per lui quindi inevitabili le manette e il trasferimento al carcere di Santa Maria Maggiore.

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