Giovedì, 13 Maggio 2021
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Il padre litiga col presidente: "Suo figlio non è stato più convocato"

Due genitori per solidarizzare con il ragazzo hanno distribuito un volantino fuori dallo stadio di Favaro durante una partita di rugby

Uno striscione polemico per l'esclusione dell'atleta

"Sono lo sport. Qui mi sento offeso e bistrattato". Questa la frase iniziale del volantino che domenica pomeriggio due genitori hanno distribuito vicino all'ingresso dello stadio di Favaro Veneto durante la partita di una squadra di rugby lagunare. Il match per loro è passato in secondo piano. I due, assieme a sei atleti dell'under 20 della società, hanno deciso di dar battaglia per "l'ingiusta esclusione dalla squadra giovanile di un ragazzo", secondo loro. Così alla gente che raggiungeva l'impianto veniva spiegato il loro punto di vista.

"Il padre del ragazzo, un dirigente della società, per chissà quale motivo ha litigato con il presidente - spiega il genitore-manifestante - Da un mese non viene più convocato. Lui non ha nessuna colpa". La vicenda, poi, si è ulteriormente ingarbugliata alle 15.30, orario d'inizio del match. I sei tesserati volevano assistere alla partita. In quanto atleti delle giovanili avrebbero dovuto poter entrare senza problemi e senza dover pagare il biglietto. A un certo punto, però, sarebbero stati bloccati da un dirigente. Che non avrebbe voluto farli entrare.

Per dirimere la questione è dovuta intervenire anche una volante della polizia. Da una parte i giovani che volevano fosse rispettato un loro diritto, magari anche pagando il biglietto. Dall'altra il presidente della società, che, nonostante il tentativo di mediazione degli agenti, sarebbe rimasto della sua posizione.

"Non ci interessano i motivi del litigio - ha sottolineato uno dei manifestanti - non vogliamo che questa situazione ricada sulle spalle di un ragazzo incolpevole". La prima manifestazione di dissenso 24 ore prima, quando i due genitori, durante l'ultima partita del campionato under 20, hanno srotolato uno striscione con scritto: "Presidente così muore lo sport". Il diretto interessato, contattato, non ha voluto commentare.

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