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All'ora di punta tornano i blocchi Caos in via della Libertà a Mestre

Anche mercoledì pomeriggio i "forconi" hanno occupato la strada mandando in tilt il traffico. Proteste pure a Chioggia e Portogruaro

C'erano anche i giovani stavolta. Chiamati a gran voce dai leader della protesta: "Dove siete? Siete voi il nostro futuro". C'era il pensionato in piedi sul guard-rail che urlava al megafono la propria disperazione. Urlava ai camionisti e alle auto che passavano, perfino a quel Frecciabianca che all'improvviso ha fatto sentire la propria sirena per dimostrare il proprio appoggio.

Ancora presidio in via della Libertà. A volte scalcagnato, a volte organizzato. Alle 17 in punto di mercoledì inizia di nuovo il blocco all'altezza della Fincantieri. Il "solito" passaggio pedonale. I manifestanti attraversano per poi sedersi. Qualche "forcone" parte per distribuire il volantino del movimento "9 dicembre", incassando clacsonate di approvazione. A volte a far da sottofondo c'è l'inno di Mameli, a volte invece c'è Skardy. Poco importa. Sono le facce quelle che contano. Gli slogan. I tricolori. Ormai sembra essere sdoganato il "Tutti a Casa" di conio grillino. Si urla quello. Si scrive "Stato parassita". Si invitano gli automobilisti a scendere dalle proprie auto per aggregarsi alla protesta: "Perché anche voi soffrite come noi", urla uno dei leader del movimento.

Così dalle 17 fino alle 18.30 il traffico si blocca. I forconi si posizionano sul passaggio pedonale. Si fermano. Prima su entrambe le carreggiate, poi ne lasciano "rifiatare" a turno una. Non è paralisi ma poco ci manca. Quel che colpisce, però, è che davvero in pochi si lamentano. Anzi, dopo due giorni c'è chi ha "rifornito" il presidio permanente. Pane e affettato. Per tutti. "E un'ombra de vin per i maggiorenni", qualcuno scherza.

Perché a piccoli gruppetti (tra il centinaio di manifestanti totali) si intravedono i volti senza barba di qualche studente. Accanto a chi invece ha già le rughe, ed è già sceso in strada mille altre volte. C'è chi ha partita Iva, c'è Silvana Tosi, la "pasionaria" che vive vicino al villaggio sinti di Favaro Veneto ("Ci vuole il reddito di cittadinanza", scandisce più volte). C'è il pensionato che urla al megafono: "Sono qui, sono ancora sulle barricate. Perché i miei figli dovranno dire che loro padre c'è sempre stato fino all'ultimo". Difficile capire la direzione che qui può prendere il movimento. Le forze dell'ordine ci sono. Controllano. Non intervengono. Sanno che non ci saranno problemi. Tante anime, tante storie. Un unico ritornello: "Siamo stanchi, non ce la facciamo più". Domani si ricomincia.

Problemi alla viabilità anche mercoledì mattina per la protesta di alcuni dipendenti delle raffinerie di via dei Petroli e di via dell'Elettricità. Una cinquantina di dimostranti avevano cercato infatti di bloccare il transito dei camion carichi di benzina. All'ingresso e all'uscita dagli stabilimenti. Le code a catena quindi hanno interessato tutta l'area di San Giuliano.

Sono continuate anche le proteste nei due presìdi di Portogruaro e Chioggia. Volantinaggio fuori dall'autostrada nel primo caso, sulla Romea nel secondo. I manifestanti chioggiotti dalla sede di Brondolo, infatti, mercoledì pomeriggio si sono spostati in località Valli. Tra i mezzi pesanti che "clacsonavano" sulla Romea per dimostrare tutto il loro appoggio all'iniziativa.

I MANIFESTANTI BLOCCANO "TUTTI A CASA"

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