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Meloni nelle vie del degrado mestrino: "Non può essere il biglietto da visita di una città"

La candidata premier di Fratelli d'Italia lunedì ha visitato la zona della stazione di Mestre. Incontro con commercianti e cittadini: "Sicurezza, abbiamo una ricetta diversa dalla sinistra"

Fiori e strette di mano, poi via con il tour nelle strade del degrado mestrino. Se Venezia domenica è stata teatro di cortei e comizi di antifascisti e Forza Nuova, Mestre lunedì pomeriggio ha "ospitato" la passeggiata nel quartiere "Piave" di Giorgia Meloni, candidata premier per Fratelli d'Italia che arriva alle 16.30 davanti alla stazione ferroviaria: "Questo è il primo biglietto da visita di chi viene a visitare la città - ha commentato - Quando hai una situzione, in una città come questa, di assoluto degrado, ti rendi conto di come sia un'Italia fuori controllo. Qui ci sono spazio e mafia nigeriana - ha continuato - di quest'ultima iniziamo a sentire parlare molto, e curiosamente le anime belle dell'antimafia, di questa mafia qui, pare che non se ne vogliano occupare. Si deve fare molto di più, garantendo sicurezza. La prima azione è ridare dignità agli uomini e alle donne in divisa. Abbiamo un piano per 20mila nuove assunzioni nel campo della sicurezza, adeguando gli stipendi". 

Incontro con commercianti e cittadini

Fin qui i temi nazionali, ma durante la passeggiata Meloni ha avuto modo in pochi passi di entrare in contatto con alcuni rappresentanti del territorio. Luigi Corò, presidente del CMP, l'ha attesa dall'altra parte della strada. "Hanno ripulito tutto perché sapevano che sarebbe venuta lei - ha dichiarato - Ma la verità è questa". A quel punto Corò tira fuori uno smartphone e mostra video di spaccio e risse quotidiane: "Lo vede? Lo vede il baciamano? - indica col dito - è un segno della mafia nigeriana". Meloni aguzza la vista e guarda con attenzione, ricevendo anche un documento: "Avete visto? - ha commentato ironica - Sparisce sempre il degrado prima che io arrivi. Sono una garanzia...". Che la realtà sia un'altra l'ha sottolineato anche Pasquale Caiazzo, titolare del locale "La tana di Oberix" all'angolo tra via Trento e via Monte San Michele: "Qui spacciano tutto il giorno - ha dichiarato il ristoratore - la gente ha paura a passare. I turisti si guardano intorno straniti. Noi avevamo pensato a suo tempo che questa potesse essere una buona zona per un investimento, c'erano la stazione e gli alberghi. Se chiudo però non voglio lasciare debiti, perché siamo gente onesta". Parole cui sono arrivate le rassicurazioni di Giorgia Meloni, che prospetta un "cambio di passo" sul fronte della sicurezza dopo le elezioni: "Noi non facciamo comizi - ha concluso - quelli li lasciamo alla sinistra, molto presente quando lavori, tra burocrazia, vessazione, tasse, poi è completamente assente quando dovrebbe garantirti sicurezza”. 

Il candidato Serena

A pochi passi da lei il candidato Stefano Serena, presidente del Mestre e capolista del partito per la Camera dei deputati: "Anche Mestre, purtroppo, è da troppo tempo terreno fertile per il proliferare dell’illiceità – ha sottolineato – e via Piave è l'emblema di questo degrado sociale e del conseguente fallimento economico. Una zona storicamente florida e molto popolosa, che sciaguratamente ha avuto un’inversione al ribasso della qualità di vita e che è lasciata in balìa di spacciatori e clandestini. Sono sparite tante attività commerciali anche storiche, sia chi suo malgrado ha mollato, sia chi strenuamente resiste, non ha fatto nulla per meritarsi di vivere e lavorare in un simile contesto. A queste vittime del degrado vogliamo dare una mano perché non debbano più essere definiti degli eroi".
 

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