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"In via Piave non è cambiato nulla sul fronte sicurezza, spostiamo lì il mercato cittadino"

L'idea è del presidente di Confesercenti, Franceschi: "I commercianti di qualità della zona sono stati lasciati soli. Diamo la possibilità alla gente per bene di riprendersi la strada"

"E' dimostrato che dove c'è un mercato si crea economia. Non lasciamo da soli quei negozianti che sono in trincea, fornendo pure prodotti di qualità". Maurizio Franceschi, presidente di Confesercenti Venezia, ha la sua ricetta per far risorgere la zona di via Piave a Mestre, alle prese da anni con problemi di microcriminalità e di degrado: posizionare lì il mercato di via Fapanni, che due volte la settimana attira circa 200 banchi: "Il Comune ha provato con dei palliativi, come il mercatino degli agricoltori nella zona dei giardini - spiega - ma la situazione non è cambiata granché. Tanto più che il sindaco Brugnaro non ha firmato l'accordo di programma con Rfi per il recupero del quadrante della stazione. Servono misure più drastiche, perché le telecamere e le forze dell'ordine sono utili certo, ma la vera risposta deve essere di tipo urbano e sociale".

Secondo Franceschi i commercianti in zona sono lasciati a se stessi, nonostante tutte le difficoltà: "Ciò che serve è riconsegnare la via ai cittadini con attività quotidiane - continua il presidente di Confesercenti - la gente 'per bene' deve riappropriarsi di quegli spazi. Spostando lì il mercato il mercoledì e venerdì, con chiusura al traffico, si creerebbe un grande movimento, facendo scoprire a chi non lo pensa che lì ci sono anche bei negozi".

Secondo il primo rappresentante di Confesercenti in via Piave si vive una sorta di dualismo: da una parte ci sono servizi per cittadini extracomunitari, di basso livello, ma in contemporanea, magari a pochi metri di distanza, convivono quelle realtà commerciali che nonostante tutto hanno resistito anno dopo anno. Proprio per la loro ricercatezza e bravura: "Sono attività di pregio - sottolinea Franceschi - Nonostante la situazione, sono diventati un punto di riferimento. Non dobbiamo lasciare questa gente a se stessa, come è stato fino ad adesso". 
 

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