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Via Piave (archivio)

Via Piave (archivio)

Il tesoro di Keke Pan diventa un miraggio: bruscolini al Comune

Quegli appartamenti e negozi avrebbero dovuto far rinascere via Piave a Mestre. Invece in gran parte sarebbero tornati ai proprietari precedenti

Mezza via Piave era sotto sequestro. Nel giorno dell'arresto di Keke Pan, detto "Luca", il boss che aveva il fulcro dei suoi affari nella zona della stazione ferroviaria, si respirava un'aria diversa a Mestre. La prospettiva era che parte del suo immenso impero immobiliare potesse finire nelle mani di Ca' Farsetti, che l'avrebbe sfruttato per associazioni e magari per famiglie in difficoltà.

A un paio d'anni dalle manette, però, questa prospettiva si sarebbe affievolita in maniera sensibile. Come riporta il Gazzettino, infatti, dei quindici appartamenti, cinque negozi e cinque uffici sequestrati potrebbe restare ben poco. Alcune abitazioni, forse sei, potrebbero finire in mano al Comune. Il resto, con l'eccezione di un negozio e un paio di magazzini, potrebbero a breve tornare in mano ai proprietari di prima, che l'accusa diceva essere prestanome di Keke Pan. Un peccato: perché la città contava molto su una sorta di "rinascita" di via Piave sotto l'egida del Comune.

I negozi in testa alla strada, di fronte alla stazione, e gli spazi al civico 164 sarebbero tornati ai proprietari precedenti, compresa la sala giochi. Al tempo il maxi sequestro operato dalla guardia di finanza veniva stimato di un valore di dieci milioni di euro, ora, però, ne rimarrebbe ben poco. 

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