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Pedofilia, dieci arresti in tutta Italia: ai domiciliari anche impiegato mestrino

Gli agenti di polizia lunedì mattina si sono presentati nell'ufficio pubblico nel quale il cinquantenne lavorava. Le indagini sono partite dalla denuncia di una ragazza di Salerno

Gli agenti di polizia si sono presentati alle otto di mattina di lunedì all'ufficio pubblico di Mestre dove lavorava. Un insospettabile impiegato, davanti ai colleghi rimasti allibiti dalla scena, è stato prelevato dagli operatori perché coinvolto, secondo gli inquirenti, in una indagine anti pedofilia condotta dalla polizia postale della Campania, con la collaborazione della questura lagunare.

In tutto sono state dieci le persone finite nella rete delle forze dell'ordine. Sei si trovano agli arresti domiciliari (tra cui l'impiegato mestrino, cinquantenne), due sono finiti in carcere (residenti in Lombardia e in Umbria) e altri due sono stati sottoposti a obbligo di dimora.
 
Le indagini erano partite da una denuncia di una ragazza salernitana che al posto di scaricarsi il best of di Edith Piaf, si era trovata davanti agli occhi tremende immagini pedopornografiche. In cui bambini venivano abusati e torturati. Subito si è rivolta alle forze dell'ordine.


Gli esperti della polizia postale si sono quindi calati nella "faccia oscura" del web, in una (vasta) area in cui non arrivano gli spider dei motori di ricerca. Incuneandosi tra file catalogati in base alle diverse perversioni pedofile, fino a scoprire immagini raccapriccianti di bambini abusati mentre sembravano morti. Ora le indagini continuano, grazie anche al materiale sequestrato in alcune abitazioni degli indagati, per chiarire le responsabilità di ogni indagato nella condivisione dei file, compreso l'impiegato mestrino.

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