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Martedì, 25 Gennaio 2022
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Quattro inchieste sull'Angelo, "gli arredi sono lievitati di 7 milioni"

La Corte dei Conti ha chiesto tutta la documentazione sul project financing dopo cinque anni. Vuole vederci chiaro su concessioni e spese

Piovono i fascicoli d'indagine della Corte dei conti sull'ospedale dell'Angelo di Mestre. Come riporta il Corriere del Veneto, infatti, il viceprocuratore regionale Alberto Mingarelli ha aperto quattro inchieste riguardanti il modo in cui si è sviluppato il project financing in questi primi cinque anni di vita del principale nosocomio veneziano. Le indagini partono da alcuni esposti, che hanno indotto gli inquirenti ha chiedere tutta la documentazione utile a far luce sulla situazione. Di fronte a tali richieste, il direttore generale dell'Ulss 12 Giuseppe Dal Ben ha quindi incaricato i suoi uffici amministrativi di fornire le carte.

Nel mirino della Corte dei conti, sempre secondo il quotidiano locale, finirebbe il costo degli arredi, il cui costo sarebbe lievitato di sette milioni rispetto a quanto preventivato nel piano economico del 2005. Altra possibile anomalia nel project financing i costi sotenuti per la manutenzione di macchinari anche per il primo anno di fornitura. Quando quest'ultimi avrebbero dovuto essere coperti dalla garanzia.

Gli inquirenti vogliono vederci chiaro anche sui ricavi registrati dalla ditta concessionaria dei servizi non sanitari dell'ospedale. Se all'inizio si prevedeva un avvio difficile per quest'ultima, alla prova dei fatti nel biennio 2007-2009 avrebbe incassato 3,7 milioni di euro. Di fronte a tale situazione, nel project financing quindi la dirigenza sanitaria avrebbe avuto la possibilità di ricontrattare al ribasso le tariffe applicate al concessionario. La Corte dei conti vuole quindi assicurarsi che ciò sia stato fatto. Sotto la lente di ingrandimento anche il possibile "mancato ribasso del canone" dopo che alla società venne affidata anche la gestione del laboratorio analisi dell'ospedale Civile. Tutti aspetti, va sottolineato, su cui il direttore generale Giuseppe Dal Ben ha avviato indagini interne attraverso una commissione tecnica ad hoc.

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