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Lavoro, meno morti ma più infortuni. Sindacati pronti alla lotta

Assemblea Cgil, Cisl e Uil Veneto all'Angelo. I dati: 64.162 incidenti in Regione nei primi 10 mesi 2019 (incremento all'1% sul 2018). Meno 18% i morti. «Sulla sicurezza non si fa propaganda»

Assemblea all'Angelo lunedì

I dati sugli infortuni, in crescita, quelli sulle morti sul lavoro, in calo del 18%, nei promi 10 mesi del 2019. È il quadro tracciato dai sindacati regionali Cgil, Cisl e Uil, in assemblea dell'auditorium dell'ospedale dell'Angelo di Mestre, con oltre 500 tra delegati, rappresentanti della sicurezza e lavoratori. 

L'anno orribile

Le sigle sono tornate a chiedere alla Regione per la riapertura del tavolo strategico per la sicurezza, quello promesso nel maggio del 2018, ma mai più convocato. Fu un anno orribile. Con i morti sul lavoro continuamente in aumento, di mese in mese, fino all'allarme generale che portò la Regione a prendere l'impegno del monitoraggio costante della situazione assieme a imprese, associazioni, istituzioni di vigilanza e categorie dei territori del Veneto. 

La sicurezza

Fu promesso un aumento degli ispettori Spisal, in due anni di 60 unità (30 entro il 2018, e almeno altrettanti nel 2019), «mentre ne abbiamo appena 8 in più rispetto ai 127 del 2018. Un numero inaccettabile per un tessuto produttivo che, per essere vigilato, avrebbe bisogno almeno del doppio degli ispettori attualmente in forze. Sulla vita delle persone non si scherza, non si fa propaganda, non si assumono impegni per poi non rispettarli».

Il sistema delle imprese, che ha perso un intero ciclo di investimenti in 10 anni di crisi, ha lasciato indietro quelli necessari per garantire una produzione in piena salute e sicurezza per i lavoratori, secondo i sindacati che temono, con la ripartenza della produzione, un ripetersi della situazione. Sul banco degli imputati gli appalti e i subappalti fondati sulla logica del massimo ribasso. «E a pagare il prezzo più alto, come sempre, sono stati i lavoratori che hanno subito il taglio dei salari e la riduzione dei diritti». 

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Precarietà

Stesso discorso, spiegano le sigle, vale per la precarietà dei rapporti di lavoro, che «impedisce una formazione adeguata e continua». Da qui il dato dell'incidenza degli infortuni sulle nuove generazioni. Anche le donne sono particolarmente a rischio, perché subiscono incidenti in itinere, che non vengono neanche contabilizzati. E sui lavoratori più anziani, scrivono i sindacati: «Di innalzamento generalizzato dell'età pensionabile si può anche morire». Annunciata dunque «la ripresa della mobilitazione e della lotta di tutto il mondo del lavoro veneto, finché non riusciremo a far lavorare in sicurezza ogni lavoratore», hanno concluso Christian Ferrari, Gianfranco Refosco, Gerardo Colamarco (segretari generali di Cgil, Cisl e Uil del Veneto).

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