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Mestre

Militari all'inseguimento di un uomo, danneggiata una recinzione. Tensione e danni

È successo nel pomeriggio tra via Piave e via Podgora. Lo straniero preso è scappato varie volte ma rincorso dall'esercito è stato infine bloccato dalle Volanti

Attimi di tensione nel pomeriggio in via Piave, nella zona dei giardini. Verso le 16.30 è scattato un inseguimento con tre militari dell'esercito a cercare di bloccare un nordafricano che in sella a una bici aveva provato ad allontanarsi con varie borse al seguito, che i militari probabilmente avevano intenzione di controllare. Preso e riportato in via Piave, da via Gorizia, l'uomo è riuscito ad allontanarsi di nuovo, questa volta fuggendo a piedi, correndo all'impazzata verso via Podgora dove ha trovato davanti a sé la rete metallica di recinzione di una casa privata. Pur di non fermarsi si è buttato contro la rete e l'ha danneggiata, finendo in area privata. I militari, che gli stavano addosso, lo hanno seguito sbattendo a loro volta contro la recinzione e finendo a terra. Attimi di tensione complicati dalle urla degli stranieri attorno, che gridavano di lasciar andare l'uomo. Alla fine il nordafricano è stato portato via dalle Volanti della polizia, mentre le borse, rimaste incustodite vicino alla camionetta, sono state portate via da alcuni connazionali.

È forse solo l'ultimo degli episodi accaduti nel quartiere. Scene che a molti sembrano appartenere a una città ormai sconosciuta. «Io sono stufo. Ora denuncerò il danno che ho subito», commenta dopo aver fotografato i fatti, davanti a casa sua, Giampaolo Conte, amministratore della pagina "E robe del quartiere Piave". Guarda caso è il proprietario della rete danneggiata nell'inseguimento e dell'area dove è terminata la caccia all'uomo. L'esasperazione per lo spaccio, le risse, le aggressioni, il degrado e la criminalità in tutta la zona, dal quartiere Piave fino alla stazione e via Ca' Marcello e Cappuccina fino a Corso del Popolo, è emersa anche attraverso una petizione che gli abitanti dei 90 appartamenti del condominio "Bandiera 2006", all’angolo tra via Cappuccina e rampa Cavalcavia, hanno inviato tramite gli amministratori Angelo e Luca Rizzi al Comune, alla Regione, al Prefetto, alla Questura, all'Arma e alla Procura. «Il portone dello stabile, denunciano, è diventato un punto d'appoggio per lo spaccio e per chi si droga a tutte le ore. La situazione è cronica e sempre più pericolosa». Macchie di sangue, siringhe, sporcizia. Una condizione, affermano, «che andrebbe affrontata con una collaborazione interforze e un presidio fisso di polizia, con servizi sociali per allontanare i tossicodipendenti e ricondurli a strutture sociosanitarie».

Quanto accade in via Piave, quanto accade in via Cappuccina, quanto accade in aree sempre più vaste di Mestre dovrebbe chiarire in modo assoluto come si può uscire da tutto questo. La militarizzazione, le armi ai vigili, la politica repressiva non hanno dato risultati - commenta il consigliere comunale Giovanni Andrea Martini del gruppo "Tutta la città insieme!" -. Occorre la presenza di personale specializzato che l'amministrazione immetta nelle strade. Quegli operatori di strada che sono stati eliminati. La cultura di "cancellare" il degrado ha mostrato di essere fallimentare. Ora occorre dare spazio alla cultura del "curare" il degrado».

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