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"Mestre mercato della droga", interrogazioni M5S al ministro Minniti e al sindaco Brugnaro

Iniziative del deputato Cozzolino e della consigliera comunale Visman. Attacco sulla presunta guerra per il mercato delgli stupefacenti e sull'inefficienza degli interventi

Spaccio a Mestre e "guerra per il monopolio del mercato della droga": doppia iniziativa del Movimento 5 Stelle messa in atto dal deputato miranese Emanuele Cozzolino e dalla consigliera del Comune di Venezia Sara Visman, che hanno presentato due interrogazioni rispettivamente al ministro dell’interno Minniti e al sindaco di Venezia Brugnaro.

Il deputato Cozzolino, vista la “grave e pericolosa situazione in cui versa Mestre”, chiede “quali azioni stiano attuando le forze dell’ordine” per risolvere questa esplosione di degrado, anche alla luce del decreto sulla sicurezza urbana voluto dal ministro Minniti. “Considerando che il recente decreto assegnava ai sindaci maggiori poteri e misure specifiche per affrontare situazioni tipo quella di Mestre, il fatto che la situazione non stia migliorando forse significa qualcosa – si chiede Cozzolino - Fra le varie misure previste ve ne sono di specifiche contro la spaccio di stupefacenti. Stanno funzionando? A Mestre non sembra. Due sono dunque le cose: o le misure non sono sufficienti o chi le dovrebbe applicare non è in grado di farlo”.

Sulla stessa linea la consigliera comunale pentastellata Visman: “Vorremmo essere informati dal sindaco sugli effetti che il decreto Minniti ha avuto in città - dichiara - Ricordiamo come il personale del nucleo di polizia giudiziaria sia intervenuto più volte nella zona della stazione di Mestre effettuando svariati arresti. Il problema però sta nella prevenzione dei reati che il decreto Minniti avrebbe voluto facilitare attraverso azioni di contrasto al radicamento di questi gruppi di delinquenti nel nome della sicurezza urbana. Invece, ci ritroviamo in piena emergenza e la decisione del questore di spostare stabilmente le pattuglie di polizia di Marghera alla stazione di Mestre, lasciando incustodito un territorio già di per sé problematico, palesa la carenza di organico, sulla quale il sindaco non pare essere adeguatamente di pungolo nello stimolare l'intervento dello Stato e cerca invece il fai da te. Ritengo poi che il flop del concorso per l'assunzione stagionale di giovani prestanti vigili da rincorsa dimostri chiaramente che da sola, la polizia municipale, non può essere la panacea di ogni male".

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