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Facevano razzia di vestiti da Coin, placcati da ex nazionale di calcio

Due ladri romeni "armati" di disturbatore di frequenze sono stati arrestati giovedì mattina in flagrante. Sorpresi in extremis da un commesso nigeriano

Con quel marchingegno riuscivano a mettere "ko" il sistema antitaccheggio e a portarsi via capi d'abbigliamento e altri accessori indisturbati. L'ultima loro scorribanda, però, è risultata fatale per due ladri entrati in azione giovedì mattina al centro commerciale "Le Barche" del centro di Mestre.

I delinquenti, di nazionalità romena e completamente incensurati, si erano intrufolati da "Coin Uomo" facendo razzia e nascondendo la merce in alcune borse. Nel mirino dei delinquenti jeans e maglioni delle marche più prestigiose. Gli addetti alla sorveglianza, però, si sono accorti del comportamento sospetto della coppia e li hanno segnalati al commissariato. In realtà uno dei dipendenti, un nigeriano di 37 anni già in forze alla nazionale di calcio del suo Paese, ha fatto molto di più: quando si è reso conto di quanto stava succedendo nel suo reparto, infatti, non ha esitato a rincorrere i ladri e a placcare uno dei delinquenti. Lo zelante addetto del centro commerciale sarà premiato nelle prossime settimane come uno dei cittadini che si è maggiormente distinto nell'ambito del progetto "Ocio Ciò", promosso dalla polizia per aumentare il livello di guardia in città. Sul posto è poi intervenuta una volante, che ha individuato i ladri e li ha sorpresi in flagrante.

IL VIDEO DEI DELINQUENTI IN AZIONE

Gli arresti sono stati resi possibile da una breve attività di indagine che aveva permesso agli investigatori di capire che nel centro commerciale mestrino negli ultimi giorni erano stati diversi i furti di merce utilizzando il marchingegno. Spariti nel nulla capi per un valore di circa 1.600 euro. Anche ai responsabili dei punti vendita risultavano ammanchi cospicui: circa duemila euro di merce volatilizzata. I filmati della sorveglianza sono stati passati al setaccio, permettendo agli investigatori di individuare i volti dei soggetti da fermare. Sulla base di uno di questi video (girato il 14 gennaio) è stata anche eseguita una perquisizione in una abitazione di via Lavaredo. Ci viveva una donna, fidanzata di uno dei ladri e ritenuta responsabile di alcuni furti sempre da Coin. La straniera, anch'essa di nazionalità romena, ha ammesso le sue responsabilità ed è stata denunciata per furto aggravato.

Stando a quanto scoperto dagli agenti i ladri operavano con questo modus operandi già dal 7 gennaio, utilizzando un "jammer", ovvero un disturbatore di frequenze, fabbricato in casa con componenti costati appena una decina di euro. Simili dispositivi sono illegali in Italia (ma non a San Marino, dove si possono comprare attrezzi simili di ogni prezzo e potenza), e la stessa polizia ammette di non aver mai visto niente di simile prima d'ora. Ora gli uomini del commissariato stanno cercando di capire se i delinquenti abbiano colpito in altri negozi del centro. La merce rubata, stando alle ipotesi degli investigatori, veniva portata in tangenziale, caricata immediatamente su alcuni furgoni e subito spedita oltre confine, infatti dalle perquisizioni non è emerso nulla. I delinquenti sono stati a processo venerdì mattina, e hanno patteggiato 10 mesi di reclusione, 800 euro di multa, sospensione della pena e obbligo di firma cinque volte alla settimana. Il giudice ha considerato come aggravanti la presenza di tre ladri e, soprattutto, l'utilizzo del "jammer", considerato mezzo fraudolento.

IL VIDEO DEI DELINQUENTI IN AZIONE (ALLA FINE IL PLACCAGGIO DEL COMMESSO)

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