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Arrestati due giorni prima, coppia di tossici sorpresa con bici rubate

L'intervento giovedì pomeriggio nella stazione di Mestre. A essere denunciati per ricettazione due trentenni appena scesi da un treno

Erano stati arrestati solo due giorni prima, ma evidentemente non hanno capito la lezione. Due tossicodipendenti nel tardo pomeriggio di giovedì sono stati denunciati nell'ufficio della Polfer di Mestre, sorpresi poco prima di imboccare il sottopasso ferroviario portando due velocipedi a mano. Quest'ultimi (gli accertamenti delle forze dell'ordine non lasciano dubbi) erano stati rubati la mattina a San Donà, tant'è vero che era stata presentata denuncia di furto sia alla stazione dei carabinieri, sia al Comando della polizia municipale.

A nulla sono valsi i tentativi dei due viaggiatori, appena scesi da un treno allo scalo ferroviario mestrino, di dimostrare che quelle bici erano loro. Del resto il loro comportamento appariva fin da subito sospetto: prima di scendere dalla carrozza la coppia si è guardata intorno, come se volessero assicurarsi che non ci fosse nessuna forza dell'ordine nelle vicinanze. Nello zaino, poi, alcuni arnesi da scasso. Segno che qualche attività illecita i due la svolgevano. I tossicodipendenti solo 48 ore prima erano stati arrestati a Padova con l'accusa di spaccio di stupefacenti e indagati per possesso di arnesi atti allo scasso, ora nella loro fedina penale troveranno anche una denuncia per ricettazione.

Del resto di biciclette ne spariscono a decine ogni giorno. Costituiscono oramai una moneta di scambio per chi è costantemente in cerca di una dose di droga. A rubarle quindi sono spesso tossicodipendenti che poi offrono il velocipede al pusher di turno, in una sorta di baratto di cui paga le conseguenze soprattutto il pendolare che con quella bici si muoveva. Non è un caso che la quantità di razzie lieviti nei dintorni delle stazioni ferroviarie: dopo aver rotto i lucchetti ed essersi impossessati del maltolto, infatti, i furfanti salgono sul primo treno disponibile per allontanarsi dal luogo delle operazioni. E rivendere il bottino in un'altra città, com'è successo giovedì pomeriggio sulla direttrice tra San Donà e Mestre.
 

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