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La vicina vede i ladri in azione e chiama la polizia: due in arresto dopo l'inseguimento

Il fatto in via Galuppi a Mestre, un "palo" era incaricato di avvisare il complice in caso di arrivo delle forze dell'ordine. Tentativo di fuga inutile, fermati in flagrante due giovani albanesi

Due figure nell'oscurità, una vicina si insospettisce e chiede l'intervento della polizia. Succede nella notte tra lunedì e martedì in via Galuppi a Mestre, quando le 3 sono passate da circa un quarto d'ora. La segnalazione arriva da una residente che scorge due persone vestite di scuro, delle quali una con dei guanti addosso, mentre scavalcano una recinzione e si introducono nel cortile condominiale dello stabile di fronte alla propria abitazione.

La sala operativa della questura inviava immediatamente sul posto due equipaggi delle volanti, che arrivano in pochi istanti e sorprendono i malviventi ancora sul posto. Uno dei due, posizionato di fronte al cancello d’ingresso, fa da palo al complice, che sta invece armeggiando sul terrazzino di un appartamento al primo piano. In mano ha una borsa da donna di grandi dimensioni. Inutile l'estremo tentativo di darsi alla fuga: il palo avvisa il socio con un fischio e tenta di fuggire, ma viene bloccato. Il secondo ladro invece rientra nell’abitazione e balza fuori da una finestra sul lato opposto, per poi proseguire scavalcando diverse recinzioni: la sua corsa viene interrotta poco dopo dai poliziotti delle volanti, che si erano fin da subito posizionati in modo tale da tenere sotto controllo entrambi i lati dell’edificio.

I due vengono identificati per M. A. (il “palo”) e P. K., l’esecutore materiale, rispettivamente di 25 e 28 anni, entrambi di nazionalità albanese. Il secondo, peraltro, era scalzo: per muoversi in modo più silenzioso si era tolto le sue Nike gialle fosforescenti, che sono state ritrovate sul terrazzino. Inevitabile, a quel punto, la formalizzazione dell’arresto dei due per tentato furto in abitazione in concorso. Sono stati trattenuti in questura in attesa del giudizio direttissimo. M.A., oltre che gravato da diversi precedenti, è risultato destinatario di un provvedimento di espulsione e dell’ordine del questore di abbandonare il territorio nazionale: per lui, quindi, anche una denuncia per inottemperanza all'ordine. Il giudice al termine della direttissima ha condannato entrambi a 18 mesi di reclusione. Il più giovane degli arrestati, con precedenti, rimarrà in carcere. L'altro, invece, fino a questo momento incensurato, è stato rimesso in libertà.

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