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Il ristorante in cui è stato trovato il giovane ferito

Il ristorante in cui è stato trovato il giovane ferito

Il giallo del ristorante: ladro ancora in coma, una processione "Ai Tini"

Il 20enne finito in ospedale con l'addome squarciato è sotto sedativi. E' stabile. II titolare: "Spero dissequestrino, altrimenti sono rovinato"

Continua a essere ricoverato in terapia intensiva il ventenne ucraino che nella notte tra sabato e domenica ha raggiunto l'ospedale dell'Angelo di Mestre in gravi condizioni. Con più ferite penetranti all'altezza dell'addome e del torace. Una vicenda su cui stanno indagando i carabinieri della compagnia di Mestre e che non smette di essere caratterizzata da contorni poco definiti. Il giovane infatti si trovava all'interno del ristorante-bistrò "Ai Tini" di via Millosevich a Mestre con ogni probabilità per perpetrare una razzia. Verso le 3 della notte, però, è scattato l'allarme antintrusione del locale, dunque il proprietario, Gianni Albanese, 43enne di origini pugliesi che abita poco distante dal suo ristorante, si è precipitato sul posto. 

"Ho avuto una colluttazione con lui", ha spiegato ai carabinieri. Dopodiché però accade qualcosa: "A un certo punto ho visto l'uomo a terra ferito alla pancia - spiega - un complice è fuggito, mentre lui è rimasto lì. Perdeva molto sangue". E' proprio su questi istanti che i militari dell'Arma stanno cercando di far luce, aspettando di poter ascoltare la versione dei fatti del ventenne. Lunedì si trovava in coma farmacologico, ma le sue condizioni sono ritenute stabili. Non è escluso dunque che già da martedì possa fornire il proprio apporto alle indagini. Il ristoratore ha infatti ipotizzato che l'intruso possa essersi ferito nel tentativo di scavalcare un cancello dalle punte acuminate, ma i successivi rilievi dei carabinieri non avrebbero individuato alcuna traccia di sangue in quel punto.

A differenza del vicino plateatico, dove invece le tracce di sostanza ematica erano piuttosto evidenti. Intanto le forze dell'ordine stanno analizzando i reperti raccolti domenica durante il sopralluogo successivo al ricovero del giovane. "Spero che il ristorante possa essere riaperto presto - ha dichiarato Gianni Albanese lunedì mattina - perché senza l'attività non ho più nulla". Il 43enne ha incontrato il proprio avvocato per decidere il da farsi, ma nulla si può prevedere prima che il presunto ladro racconti in prima persona ciò che gli è accaduto 48 ore prima. Intanto in via Millosevich è continua la processione di residenti (e pure di turisti incuriositi dai due avvisi con cui si dichiara che il locale è posto sotto sequestro) davanti al ristorante. L'argomento è obbligato. Ma tutti sottolineano il buon cuore di Gianni Albanese, da tutti descritto come una persona "normale" ed "equilibrata". "Speriamo si chiarisca cos'è accaduto al più presto - racconta il commerciante di fronte al ristorante - Gianni è una brava persona e non merita questo". 

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