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È fermato per spaccio e infrange arresti domiciliari: in carcere

La polizia ha fermato venerdì a Mestre un pusher magrebino, beccato in flagranza di reato. Lunedì mattina è stato condotto in prigione

Sorpreso in flagranza di reato. Venerdì mattina la polizia di Mestre ha bloccato A.I., pusher di origine magrebina, mentre stava consegnando delle dosi ad un giovane tossicodipendente italiano, in via Dante, all'altezza di piazzale Bainsizza.

Alle 10.20, una pattuglia in servizio ha notato il fugace scambio, provvedendo a bloccare il ragazzo che, a seguito di specifica richiesta, ha consegnato le due dosi di eroina che aveva appena acquistato. Accertata la flagranza di reato di spaccio, i poliziotti hanno inseguito lo spacciatore fino ad un phone center all'angolo tra via Fogazzaro e via Aleardi. Accortosi di essere inseguito, si legge in nota ufficiale, il ragazzo ha ingoiato due palline di stupefacente confezionate nella stessa maniera di quelle appena vendute al giovane italiano.

Dopo le perquisizioni di rito, la volante ha condotto il malvivente al commissariato di polizia di Mestre, dove il personale in servizio ha provveduto alla sua identificazione, predisponendo la perquisizione della propria abitazione in via Friuli. All'interno dell'immobile, oltre ad alcuni tagli di denaro, per un totale complessivo di 240 euro, sono stati rinvenuti un bilancino di precisione oltre a diversi ritagli di nylon circolari di colori differenti utilizzati per il confezionamento delle singole dosi.

Nel corso dell'attività investigativa preliminare è emerso come il pusher operasse già da diverso tempo nel territorio. Il cittadino magrebino, infatti, era già stato arrestato nell'agosto del 2012 dalla squadra mobile di Padova per spaccio e detenzione di stupefacenti, reati per cui era stato condannato in tribunale. Lo scorso 29 luglio, inoltre, era stato deferito all'amministrazione giudiziaria dalla Guardia di finanza, dopo essere stato trovato in possesso di 8 grammi di eroina.

Il P.M. ha quindi disposto gli arresti domiciliari al malvivente, in attesa del processo per direttissima che si sarebbe svolto il giorno successivo. Ma lo spacciatore non si è attenuto a quanto disposto dal procuratore, decidendo in piena autonomia di allontanarsi dal proprio domicilio in sella alla propria bici. Una pattuglia in servizio, dopo aver suonato diverse volte il campanello senza ricevere acuna risposta, ha visto sopraggiungere il ragazzo, che sosteneva di essersi allontanato per acquistare le sigarette. In seguito alla valutazione dei fatti e all'inosservanza dei domiciliari, lunedì mattina il giudice competente ha previsto l'aggravamento della misura, ed il suo collocamento alla casa circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia.

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