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Minore collassa in classe e rischia di morire: "Possibile uso di droghe"

Il malore martedì mattina in una scuola mestrina. I primi soccorsi dai docenti: il 17enne poi nel pomeriggio è stato dichiarato fuori pericolo

Collassa davanti ai compagni di classe durante le prime ore di lezione. Di punto in bianco. Paura martedì mattina in un istituto superiore mestrino, dove i docenti, attirati anche dal trambusto che inevitabilmente si è scatenato dopo che il ragazzino ha perso i sensi, hanno avuto comunque il sangue freddo per praticare i primi soccorsi. Il sospetto, però, è che il grave malore non sia da addurre a cause naturali. Per questo motivo alcuni studenti della scuola e alcuni amici del giovane, di 17 anni, sono stati ascoltati anche dagli agenti della squadra mobile di Venezia.

L'ipotesi su cui le forze dell'ordine stanno lavorando è che l'adolescente abbia potuto assumere stupefacenti prima del suono della campanella, per poi pagarne le conseguenze in un secondo momento tra i banchi di scuola. Senza avere il tempo di avvertire nessuno tra chi gli stava attorno. L'emergenza all'inizio è stata gestita da alcuni professori, i quali hanno praticato le prime manovre rianimatorie seguendo passo passo le istruzioni fornite dal personale del 118, intervenuto con un'ambulanza. Via telefono dunque i medici hanno seguito l'evolversi del quadro clinico, per poi intervenire in prima persona. Il giovane è stato accompagnato all'ospedale Dell'Angelo, dove nelle ore successive è stato dichiarato fuori pericolo.

La pesante crisi cardiaca è stata superata, per la gioia dei genitori: "Mi riservo di parlare con la madre del ragazzo e i medici domani (mercoledì, ndr) - dichiara il dirigente scolastico - perché ancora la vicenda non è chiara. Intanto l'ho contattata oggi (martedì, ndr) e mi è stato comunicato che l'emergenza è rientrata". Fortunatamente, dunque, il malore non si è rivelato fatale. Ma la polizia ora intende andare fino in fondo: effettivamente il collasso è stato causato dalla droga? E se sì, chi l'ha venduta al 17enne? Di certo il giovane deve ringraziare la prontezza di spirito degli insegnanti che sono stati in grado di intervenire subito, fornendo un apporto forse decisivo. Altrimenti sarebbe potuta finire molto peggio.

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