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"Noi vogliamo restare umani": la marcia della pace invade il quartiere Piave a Mestre

Centinaia le persone che hanno sfilato fino al piazzale del Candiani scandendo slogan per l'accoglienza. Poi concerti e spettacoli: "Una via alternativa esiste, è la condivisione"

Foto dal profilo Twitter della Cgil Venezia

Erano in tanti ed erano tutti lì per lo stesso motivo: lanciare un messaggio di pace proprio dalle strade dove spesso si è sentito parlare di microcriminalità o di problemi di integrazione. In centinaia sabato pomeriggio hanno raggiunto via Piave per percorrere il quartiere con bandiere arcobaleno e cartelli chiedendo di "rimanere umani" il più possibile, anche quando i media restituiscono scene d'orrore in giro per il mondo.

"Tolleranza e accoglienza"

Gli aderenti all'iniziativa hanno chiesto tolleranza e pacifica accoglienza, a poca distanza da una campagna elettorale che a più riprese ha messo al centro il tema dell'immigrazione: "Esiste una via possibile e alternativa di convivenza tra popoli e culture", è stato spiegato. La marcia è iniziata dal negozio al civico 67 di via Piave a Mestre e si è sviluppata fino in centro, raggiungendo il piazzale del Candiani. Promotrici diverse associazioni del territorio. Dulcis in fundo il concerto di quattro cori (Coro Voci dal Mondo, Coro degli Imperfetti, Piccolo Coro di Marghera, Coro Soul Liberation Cultural Gospel) e l'esibizione del suo StorieStorte.  

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