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Al posto della sede della onlus c'è un b&b abusivo in piazza Ferretto

Secondo la polizia municipale i sei uffici di tre unità immobiliari erano diventati una struttura ricettiva. Contestata multa da 9mila euro

Piazza Ferretto

Sulla carta avrebbe dovuto trattarsi di sei uffici di una fondazione no profit con sede in piazza Ferretto a Mestre, ma in realtà la struttura sarebbe in tutto e per tutto un bed&breakfast abusivo con tanto di sito internet che pubblicizzava l'attività ricettiva. E' quanto hanno scoperto gli agenti della sezione della polizia municipale di Mestre (settore Commercio ed Edilizia), i quali avrebbero contestato varie violazioni sia commerciali che edilizie, con due sanzioni amministrative per un totale di 9mila euro.

Il bed&breakfast irregolare, posto in tre unità immobiliari che avrebbero dovuto essere adibite a uso direzionale e uffici (primo, secondo e terzo piano) di un edificio in piazza Ferretto, ciascuna con due locali e un servizio, secondo la Municipale era assegnato in locazione a una fondazione no profit che però esercitava abusivamente l'attività ricettiva appoggiandosi a un noto sito internet nel quale comparivano le foto del fabbricato, il prezzo richiesto per le camere e le recensioni delle persone già ospitate. Durante l'accertamento, gli agenti hanno identificato cinque clienti dei quali uno di nazionalità coreana e quattro di nazionalità statunitense che avevano prenotato e pagato online mediamente 35 euro a pernottamento.

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L'attività sarebbe andata avanti da almeno 6 mesi e gli agenti sarebbero stati messi sulla buona strada soprattutto dopo aver visto alcuni turisti spaesati chiedersi dove si trovava l'alloggio. Un alloggio che però non avrebbe dovuto esistere. Per questo motivo si sono messi a indagare, fino alla chiusura del cerchio. Denunciato un 47enne veneziano accusato di tenere le redini della struttura, molto apprezzata visto che si trovava in pieno centro città.
    
"Il controllo dei b&b – riporta una nota del Comando - è un fenomeno di non facile individuazione, perché è sostanzialmente molto difficoltoso convincere i turisti a dichiarare di aver pagato la stanza, in modo particolare quando si ha a che fare con gestori cinesi, che istruiscono i connazionali a non parlare o a spacciarsi come parenti".

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