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Tramonta il regno di Keke Pan, ex boss di via Piave: beni confiscati

Era stato condannato per associazione a delinquere, la guardia di finanza gli ha requisito un patrimonio: 13 appartamenti, un'auto, 5 negozi e 9 società

Un vero patrimonio in appartamenti, beni di lusso e società: è il risultato dei traffici illeciti di Keke Pan, ora confiscato definitivamente dalla guardia di finanza di Venezia. Per la precisione si tratta di 13 appartamenti, un’autovettura di lusso, 5 negozi, sette società e due ditte individuali. “Luca”, per chi lo conosceva bene, condannato per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento delle prostituzione, ora salda il conto.

Le indagini, che erano state avviate dalle fiamme gialle nel settembre del 2011, avevano condotto a risultati inquietanti: in pratica via Piave era stata ormai monopolizzata da Keke, che ne aveva fatto il crocevia dei propri interessi installando una sorta di ufficio, a due passi dalla stazione ferroviaria, che serviva da accettazione dei clandestini che arrivavano a Mestre.

Gli immigrati che si rivolgevano a lui speravano di regolarizzare la loro posizione in Italia con una pratica di ricongiungimento familiare, arrivando a sborsare fino a 15.000 euro. Nella zona, attraverso vari investimenti, Keke nel giro di pochi anni aveva accumulato un patrimonio immobiliare di oltre 10 milioni di euro. Ancora in via Piave o nelle immediate vicinanze erano anche sorti dei centri massaggi che in realtà erano luoghi di sfruttamento della prostituzione di ragazze cinesi.

Il reinvestimento del denaro guadagnato illecitamente avveniva poi attraverso l’apertura di mutui in istituti di credito. L’attività illecita del gruppo si era estesa poi a Cavarzere e a Pettorazza Grimani (Rovigo) dove, grazie ad un falso agente immobiliare, venivano stipulati contratti fittizi per consentire di simulare la residenza degli immigrati clandestini nella piccola cittadina veneta. False assunzioni e false buste paghe predisposte da professionisti completavano l’opera di questa agenzia del crimine, almeno fino alla conclusione delle indagini delle fiamme gialle.

"La confisca definitiva dei beni illecitamente accumulati da Keke Pan è anche una vittoria del Comune di Venezia - dichiara l'ex assessore Gianfranco Bettin - Il Comune, con la polizia municipale e con tutta l’amministrazione, ha partecipato direttamente all’indagine e ha chiesto da subito che i beni illecitamente accumulati fossero restituiti alla comunità. Oggi questo avviene ed è un gran bel giorno per la città e per l’amministrazione. Nel quadro inquietante, che vede Venezia al centro di pericolose trame criminali e affaristico-malavitose, segnata da una corruzione che investe ambiti cruciali del potere e dell’economia, questo risultato conferma che è anche in corso la controffensiva delle forze sane, in primis della magistratura e delle forze dell’ordine, ma anche di chi, nella società, nell’economia e nella politica, nelle stesse istituzioni, combatte coerentemente e radicalmente queste derive".

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