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Una mensa della Caritas (web)

Una mensa della Caritas (web)

Emergenza povertà a Mestre: bisognosi triplicati in tre anni

Dal 2009 al 2012 le persone che hanno chiesto una mano alla municipalità di Mestre-Carpenedo passate da poco più di 3mila a 9.289

Emergenza povertà nella municipalità di Mestre-Carpenedo, ma con ogni probabilità lo scenario non è dissimile negli altri quartieri del comune di Venezia. Il numero delle persone che hanno infatti bussato alle porte degli uffici dei servizi sociali chiedendo un aiuto economico sono triplicate negli ultimi tre anni. Dal 2009 al 2012, infatti, le persone  bisognose sono passate da poco più di tremila a 9.289 casi. Una situazione che ha spinto la municipalità a chiedere di  fare rete, mettendo così insieme energie, progetti, idee, competenze, risorse umane e mezzi finanziari, per poter affrontare con maggior efficacia l’emergenza povertà. Nasce con questo obiettivo l’incontro promosso dalla municipalità Mestre-Carpenedo giovedì 18 aprile, alle ore 17, nella sede di via Palazzo, con parrocchie, associazioni di volontariato, terzo settore, che si occupano di questo fenomeno, ogni giorno sempre più vasto e drammatico.

“Nel 2012 – ha spiegato la delegata alle Politiche sociali della municipalità, Chiara Puppini – hanno bussato alle porte dei nostri uffici ben 9289 persone in difficoltà, quasi il triplo delle poco più di 3.000 del 2009. La Municipalità, con i circa 542.000 euro a sua disposizione, è riuscita a farsi carico di 1.111 casi. Nonostante il Comune di Venezia sia riuscito a confermare sostanzialmente in questi anni il budget per i Servizi sociali, giorno dopo giorno ci rendiamo conto che abbiamo sempre meno mezzi a disposizione per far fronte a questa emergenza. Occorre perciò unire le forze, creare un vero e proprio coordinamento con tutti coloro che si occupano di queste problematiche. L’obiettivo è duplice: da un lato pianificare gli interventi, dall’altro intraprendere ancora con maggior vigore la strada che abbiamo imboccato, quella che porta da un welfare meramente assistenziale ad un welfare progettuale”.

Non solo, insomma, interventi-tampone, per sostenere finanziariamente la persona in difficoltà che deve pagare l’affitto, acquistare una spesa alimentare o saldare un debito, ma veri e propri progetti per aiutarla a superare concretamente il momento difficile, magari trovando una nuova occupazione o un’altra casa. “Perché per una persona che ha improvvisamente perso il lavoro – ha ricordato ancora Chiara Puppini – è facile passare da un momento di fragilità a una condizione di vera e propria marginalità”.

“Per affrontare l’emergenza povertà - ha sottolineato la responsabile del Settore Adulti dei Servizi Sociali della Municipalità, Marisa Gandolfo – serve comunque non solo il coordinamento tra istituzioni ed associazioni del terzo settore, ma anche più solidarietà da parte dei cittadini. Quante persone potrebbero donare un po’ del loro tempo libero per aiutare ad esempio un anziano con piccole riparazioni domestiche, portandogli a casa una spesa, recandosi con lui a pagare una bolletta o in un ufficio per risolvere problemi burocratici? O aiutare una mamma sola a custodire il suo bambino mentre essa è fuori o al lavoro?”

Sempre in quest’ottica, la municipalità sta per lanciare, per il terzo anno consecutivo, il progetto “solidarietà d’estate”, invitando le famiglie a portarsi per qualche giorno in vacanza un bambino bisognoso.

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