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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Mestre Mestre Centro / Via Piave

Colpo allo spaccio in via Piave: il Comune sequestra anche bici e monopattini elettrici

Il testo del dispositivo comunale valido 90 giorni. «Mezzi usati per attività di negoziazione con i tossicodipendenti, per trasportare sostanze stupefacenti, per allontanarsi velocemente e guadagnarsi l'impunità»

Ordinanza sindacale anti spaccio a Mestre. Il sindaco Luigi Brugnaro ne ha parlato in Consiglio comunale giovedì ed è quindi arrivato il testo del dispositivo che vieta in una vasta zona della città l’utilizzo di bici e monopattini elettrici "alle persone non residenti nel Comune di Venezia, non dedite a funzioni lavorative in uffici, negozi e attività presenti all’interno del Comune e che non frequentano scuole, di ogni ordine e grado". Il divieto vale in via Trento, via Podgora, via Monte Nero, via Piraghetto (compreso il parco), via Fiume, via Trentin, via Monte Grappa, via Monte Cengio, via Miranese, via Carducci, via Cappuccina, via Tasso, via Aleardi, via Bembo, via Parini, via Gozzi, Strada dei Ronchi, viale Stazione.

Stesso divieto è stato imposto anche: nel sottopasso ciclo pedonale che congiunge via Dante a via Rizzardi, all’area tra via Rizzardi, piazzale Giovannacci e via Ulloa, comprese le stesse vie e il piazzale. La zona, in sostanza, è quella nel mirino dello spaccio e della criminalità, ovvero l'area dove si sono più frequentemente registrati problemi di ordine pubblico. !In caso di violazione scattano multe e gli organi addetti al controllo possono procedere al sequestro dei monopattini elettrici e dei velocipedi elettrici utilizzati in violazione alla presente ordinanza".

La misura, si legge nel testo, arriva dopo che "le costanti attività di osservazione della polizia locale e delle forze di polizia hanno dimostrato come persone dedite allo spaccio utilizzino il monopattino elettrico quale mezzo di trasporto utilizzato per realizzare i loro piani criminali". Monopattini e bici, dice il testo, "vengono usati sia per la vendita di stupefacenti che per il trasporto e la fuga". 

Durante le attività di controllo del territorio da parte della forze dell’ordine è stato rilevato, prosegue il dispositivo, che bici e monopattini elettrici sono stati usati "per prendere contatto e condurre attività di negoziazione con i tossicodipendenti; per trasportare sostanze stupefacenti; per allontanarsi celermente dal luogo di spaccio ed assicurarsi così le condizioni di “cessata flagranza” anche in caso di successiva intercettazione da parte delle forze dell’ordine; 4) per assicurarsi comunque l’impunità fuggendo per marciapiedi, vialetti pedonali, sottopassi, giardini e parchi".

Oltre alle sanzioni il testo prevede il sequestro del mezzo. I monopattini e le bici confiscate si prosegue, "se di proprietà di aziende operanti nel settore della mobilità pubblica con Comune di Venezia con noleggio telematico del mezzo, rientreranno nella disponibilità delle stesse aziende dopo che queste ultime avranno dimostrato "di avere provveduto all’interdizione dell’utente autore della violazione". Il provvedimento ha validità di 90 giorni dalla pubblicazione sull’Albo Pretorio e sul sito internet del Comune. 

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