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Cmp a Roma per denunciare i problemi di Mestre alla commissione periferie

Il presidente del comitato, Luigi Corò, invitato a presenziare a Montecitorio: tema del convegno sono gli esiti dei sopralluoghi effettuati nelle città italiane nei mesi scorsi

Un'occasione in più per fare pressing e chiedere una serie di misure concrete contro degrado e spaccio a Mestre. Luigi Corò, presidente del comitato "Cmp a difesa del cittadino", è invitato a presenziare a Montecitorio, martedì, al convegno di presentazione degli esiti dei sopralluoghi svolti "sul campo" dai membri della commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie. A Mestre la commissione aveva incontrato i rappresentanti del comitato e il portavoce del coordinamento comitati cittadini di Venezia il 25 settembre, nei giardinetti di via Piave.

"Daspo urbana mai applicata a Mestre"

Con l'occasione Corò presenta una nuova istanza/denuncia, proponendo soluzioni per il decoro soprattutto nell'area della stazione. Il documento è rivolto all'onorevole Andrea Causin. I membri della commissione, secondo Corò, "hanno avuto modo di toccare con mano la situazione di precaria sicurezza e degrado diffuso in cui versano alcune aree di Mestre". Chiede quindi di "accogliere un'ulteriore sintesi delle nostre istanze per poter affrontare e portare in discussione, nei due rami del Parlamento, le gravi problematiche sociali che affliggono la nostra realtà, come del resto molte altre". "Già nel marzo del 2016 - ricorda - siamo stati i primi a proporre, con un documento indirizzato al sindaco Luigi Brugnaro, la richiesta dell'applicazione di un Daspo urbano, poi presentata dal sindaco al ministro Minniti. Questi ha voluto dar seguito alla proposta nell'ambito del decreto che porta il suo nome. Tale misura è stata poi adottata da molti Comuni, sembra pure con evidenti risultati positivi, ma ci rincresce che ad oggi, ed inspiegabilmente, non appaia tra i provvedimenti adottati dal Comune di Venezia".

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"Norme più severe e incentivi alle attività locali"

Quindi una lista di "pratiche e misure che i cittadini avvertono con urgenza sempre più pressante":

a) Prevedere maggiori risorse economiche e capienza per i Cie e pressare quegli Stati che si rifiutano di riaccettare i propri connazionali espulsi dall'Italia. 
b) Rivedere la norma per la punizione dello spaccio di stupefacenti, prevedendo pene assai severe per lo spacciatore trovato anche con una singola dose. 
c) Introdurre norme che impongano sgombero immediato o chiusura o demolizione di tutti gli edifici occupati abusivamente e divenuti covi del malaffare. Prevedere al contempo pene severe per tutti quei proprietari di immobili abbandonati che, non vigilando sul loro bene, permettono il riparo, arrivando fino al reato di complicità. 
d) Prevedere il monitoraggio con telecamere di video sorveglianza di tutte le aree degradate
e) Investire maggiori somme per l'illuminazione urbana
f) Promuovere l'azzeramento delle tassazioni, nei primi anni di attività, per facilitare l'apertura, in aree degradate, di attività legate alla cultura e alla tradizione italiana (artigianato, commercio, ...). 
g) Aumentare i finanziamenti per le espulsioni di cittadini stranieri che commettano reati. 
h) Prendere in considerazione la necessità di battersi per la certezza della pena. 
i) Assumere come punto fermo il fatto che non si deve pensare ai presidi fissi come all'unica possibilità di controllo delle aree degradate; ciò vuol dire impegnare h24 delle risorse preziose e onerose che inizialmente è stato importante mettere in campo per dare un segnale forte di presenza delle istituzioni, ma che poi devono evolvere in attività più concrete
I) Inoltrare al Prefetto tutte le targhe di auto che siano state osservate durante l'attività di acquisto di stupefacenti al fine d'imporre l'esame tossicologico del sangue al proprietario del veicolo;
m) Equiparare le mafie straniere a quelle italiane prevedendo l'applicazione per i loro affiliati del 41 bis. 
n) Rivedere l'entità delle pene per i reati di microcriminalità;

A firmare il documento anche Mara Ranucci, Alessandro Botteri e Sebastiano Dambone Sessa, portavoce coordinamento comitati cittadini del Comune di Venezia.
 

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