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Sabato, 21 Maggio 2022
Mestre Mestre Centro / Quartiere San Teodoro

Trovato morto in casa a Mestre, sospetta overdose

Si tratta di un uomo di nazionalità italiana di 50 anni, individuato nel quartiere San Teodoro lunedì sera. Una siringa vicino al corpo, indagano i carabinieri

Un uomo italiano di 50 anni è stato trovato senza vita in casa, nel quartiere San Teodoro di Mestre, nella tarda serata di lunedì. Il sospetto dei carabinieri - intervenuti sul posto dopo essere stati allertati dai soccorritori del 118 - è che l'uomo sia morto per overdose da eroina. Accanto al corpo i militari hanno trovato una siringa. Con lui c'era un amico, che è stato sentito per raccontare ciò che è accaduto. Da una prima ricostruzione sembra che entrambi abbiano fatto uso di eroina nelle ore precedenti e che, al suo risveglio, l'amico abbia notato che il 50enne non respirava più. A quel punto avrebbe chiamato i soccorsi.

Indagini

Per fare chiarezza sull'episodio il pm di turno Roberto Terzo ha disposto l'autopsia. La persona, secondo i carabinieri, era già stata segnalata nel mondo della droga. Gli investigatori stanno ascoltando le varie testimonianze per ricostruirne le ultime ore di vita e hanno avviato un'indagine per risalire allo spacciatore che ha venduto la dose.

«Servizi inadeguati per fronteggiare l'emergenza»

L'episodio si aggiunge alla lunga serie di decessi per droga che si sono verificati sulla terraferma veneziana negli ultimi mesi. Nel 2017 sono stati dieci, quest'anno sei. Una «serie infernale», secondo il presidente della Municipalità di Marghera Gianfranco Bettin, che commenta: «Finora le sole reazioni adeguate sono state, da un lato, quella di magistratura e forze dell’ordine, e dall’altro quella dei servizi di pronto soccorso sociale o sanitario, di operatori ospedalieri o di strada, che fronteggiano, però, l’emergenza con scarsità di risorse e nel quadro normativo fallimentare e ottuso della legge Fini - Giovanardi. Servirebbe invece un potente investimento sui servizi territoriali e sui progetti a bassa soglia, che né la Regione né quasi nessun Comune hanno voluto sviluppare in questi anni. Dal 2013 a oggi nel Veneto i minori in cura per tossicodipendenze sono aumentati dell’80%. Per questo si contano a decine i morti e il guasto sociale e umano continua a radicarsi e ad allargarsi».

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