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"C'è la conferma, la moschea di via Fogazzaro è illegittima: ora le istituzioni la chiudano"

Il comitato Marco Polo ha ricevuto una lettera del comandante della polizia municipale, Marco Agostini, in cui si segnalano violazioni della destinazione d'uso dell'immobile mestrino

"Avevamo ragione noi, la moschea è illegittima e va chiusa". A parlare è il presidente del comitato Marco Polo, Luigi Corò, visibilmente soddisfatto dopo aver ricevuto lunedì mattina una lettera firmata dal comandante della polizia municipale, Marco Agostini, che "certifica" le violazioni inerenti il cambio di destinazione d'uso contro cui il comitato aveva di recente puntato il dito con un esposto. Nel mirino finisce il centro culturale bengalese di via Fogazzaro a Mestre, alle prese con rapporti tesi con il vicinato. Si tratta di un centro islamico diventato col tempo punto di riferimento della comunità bengalese (realtà molto numerosa) residente nella terraferma veneziana. Stando alla lettera, però, la polizia municipale avrebbe scoperto alcune irregolarità nel cambio di destinazione d'uso dell'immobile, inoltrando il tutto alla Procura e alla Prefettura, le quali ora dovranno decidere il da farsi: è possibile che il centro venga chiuso. Decisione caldeggiata dal comitato Marco Polo, secondo cui "le regole vanno rispettate". 

"In riferimento alle segnalazioni concernenti l'utilizzo dell'unità immobiliare sita in via Fogazzaro 6 a Mestre a "moschea", informo che questo Comando ha provveduto a effettuare la necessaria attività di controllo al fine di accertare quanto evidenziato - si legge - A tal proposito è stata eseguita una reiterata attività d'indagine che ha comportato l'inoltro di comunicazione di reato in procura per cambio di destinazione d'uso da direzionale ad attrezzature collettive (istituzioni religiose) e la contestuale informativa alla Prefettura di Venezia e alla Direzione Sportello unico Edilizia". 

Il comandante Agostini spiega anche che la Municipale "è intervenuta esclusivamente nel 2010, assieme ai tecnici comunicali, su esposto dell'amministratore, per verificare la conformità dei lavori sul cambio d'uso da commerciale a direzionale, circostanza nella quale accertava violazione per uso dei locali in assenza di agibilità". 

La palla, come detto, ora passa a Procura e Prefettura: "Si deve procedere alla chiusura perseguendone i responsabili - attacca Luigi Corò - Per cercare di tutelare un diritto non si può calpestare quello degli altri, soprattutto se preesistente. Bisogna insegnare a quanti, che almeno a parole, desiderano integrarsi, che questo non può prescindere dal rispetto della legge. È importante a nostro avviso far capire che la libertà di un individuo o di un gruppo termina quando comincia quella di un altro. Non ci fermeremo qui - conclude - Si accertino eventuali singole responsabilità, favoritismi e omissioni. Nei prossimi giorni invieremo un dossier pure all'Ordine del tecnico professionista che ha presentato le richieste di autorizzazione all'agibilità dei locali, al fine di chiedere l'apertura di un'inchiesta su chi ha operato. A mio avviso, il voler far passare per bagno dedicato ai disabili uno che anziché la tazza ha una turca, mi sembra proprio intollerabile e un'offesa belle e buona ai disabili, tanto più se dovesse emergere che si tratta di un escamotage per eludere la norma".

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