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Venerdì preghiera in moschea ma c'è l'ordinanza del coronavirus: sgombero e denuncia

La polizia municipale ha chiuso un locale di Mestre, tra l'interno e l'esterno c'erano quasi 200 persone. L'imam avrebbe detto di non sapere del divieto. I fedeli si sono allontanati senza protestare

Polizia locale, archivio

I fedeli accorrono alla preghiera del venerdì nel locale adibito a moschea in via Madonna Pellegrina a Mestre, ma c'è l'ordinanza del coronavirus e la polizia municipale blocca tutto, poiché sono vietate le aggregazioni per motivi di salute pubblica. È successo venerdì. C'erano 200 persone, circa 90 all'interno e il resto fuori in attesa di poter prendere parte al successivo turno della funzione religiosa. 

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L’intervento della polizia locale di Mestre, con una squadra di agenti di pattuglia in zona, ha fatto interrompere l’incontro di preghiera per inottemperanza all’ordinanza contingibile e urgente del ministero della Sanità e del presidente della Regione, che ha fatto rinviare anche tutti i riti cattolici delle Ceneri. Molti dei partecipanti, secondo il comando di polizia locale, erano forniti di mascherina chirurgica ma, informati della violazione si sarebbero tutti allontanati senza protestare. Gli agenti hanno provveduto allo sgombero del locale. L’imam presente è stato denunciato per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, ai sensi dell'articolo 650 del codice penale. Lo stesso avrebbe ammesso di aver visto nei suoi locali più persone del solito, dichiarando di non essere a conoscenza del divieto.

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