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Il gran rifiuto di Chimica a Mestre: "Noi restiamo a Santa Marta"

Il Consiglio di dipartimento ha bocciato all'unanimità il trasferimento nel campus di via Torino a settembre. Nel mirino presunti spazi insufficienti

Niente trasloco di Chimica in via Torino. Almeno secondo il Consiglio di dipartimento, che si è schierato compatto contro il trasferimento in terraferma di laboratori e attività. Come riporta il Gazzettino, docenti e personale hanno scritto solo tre righe dopo aver votato all'unanimità. Tre righe che però si rivelano una pesante gatta da pelare per i vertici dell'ateneo: "Non ci spostiamo da Santa Marta".

Una posizione netta. Nel mirino finisce la presunta mancanza di spazi adeguati nel campus in via di ultimazione a Mestre, dove all'inizio erano previsti sette edifici. Ne arriveranno quattro. All'orizzonte, secondo i docenti, la possibilità che debba essere mantenuta una sede al Vega (per Chimica per l'ambiente) e una alla Celestia (per il Centro di studi marini), in centro storico. Determinando possibili trasferimenti continui anche per gli studenti.

Nel mirino del Consiglio di dipartimento finisce anche una presunta mancanza di spazi per la ricerca. L'operazione "via Torino", costata 50 milioni, si trova davanti un grosso ostacolo. Anche se la costruzione del quinto edificio, che potrebbe garantire gli spazi che mancano, potrebbe essere garantita dalla vendita di un terreno alla Camera di commercio con cui l'Ateneo ha incamerato 7 milioni di euro. Nelle intenzioni del rettore Carlo Carraro nel campus potrebbero trovare spazio seicentodue studenti. Il trasloco doveva essere annunciato a settembre, ma ora la situazione si fa più fluida.

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