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Un bistrot contro il degrado, una caffetteria per rilanciare via Piave

Il progetto di un ristoratore mestrino per trasformare piazzetta Olivotti da ritrovo di sbandati a punto d'interesse per tutti i cittadini

Nella ricetta per uscire dal degrado urbano ci sono, si sa, dosi abbondanti di controlli delle forze dell'ordine, generose quantità di riqualificazioni e ristrutturazioni e manciate intere di interventi sociali e strutturali; eppure senza il giusto pizzico di iniziative, investimenti privati e attrattive anche la più energica delle misture è destinata a bruciarsi in fretta, ne sanno qualcosa i residenti di via Piave, che da anni vedono l'amministrazione comunale impegnata in una lotta feroce ma disordinata contro la microcriminalità che imperversa nel quartiere, ormai ridotto troppo spesso a un covo di malviventi e spacciatori. Ecco quindi che, mentre in zona stazione ci si prepara ad un massiccio intervento di riqualificazione urbanistica, nella parte più prossima a piazza Ferretto arriva l'idea di creare un nuovo punto di interesse per i cittadini: un bistrot-caffetteria, a metà tra coperto e piazza, per rivitalizzare i dintorni e innescare il “giro giusto”, un progetto che in realtà, come riporta il Gazzettino, esiste sulla carta da be 16 anni.

COME SARÀ – Nelle intenzioni dell'ideatore, uno dei gestori del vicino ristorante che da anni resiste in via Piave, il gazebo e il salotto a cielo aperto dovrebbero sorgere in piazzetta monsignor Olivotti, orfana da anni del Contemporaneo e delle sue esposizioni d'arte. Si pensa ad una cioccolateria-caffetteria da circa 20 posti all'interno, ma il grosso del progetto si dovrebbe sviluppare proprio nella piccola piazza, con altri 140 posti ricavati dalle sedute pubbliche nelle mezzelune di cotto e marmo che circondano la zona: ombrelloni e cuscini trasformerebbero piazzetta Olivotti in un punto di ritrovo importante, strappandola quindi agli sbandati che da via Carducci e dintorni si allargano fino alla chiesa a metà di via Piave. Il vetro e acciaio del gazebo sarà quindi anche un “punto di presidio” del quartiere, un modo per richiamare nella zona i mestrini intimoriti dalla criminalità, e un palchetto in legno ad una delle estremità della piazza permetterà l'avvicendarsi di spettacoli e iniziative proposte da Comune e privati. Il progetto del bistrot era stato lanciato dal ristoratore ben sedici anni fa, e per due volte non aveva ricevuto risposta, restando in naftalina. Ora, dopo il primo ok, parte la corsa contro il tempo: se il via libera arriverà presto la speranza è quella di lanciare il nuovo ritrovo già quest'estate, momento fondamentale per una simile iniziativa.

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