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Presto il nuovo centro Don Vecchi: ospiterà padri separati in difficoltà economiche

Sabato la presentazione del progetto, che sarà concluso in giugno. Alla fondazione Carpinetum è andato il contributo del Rotary. «Aiuteremo persone rimaste sole a causa di ludopatia e alcolismo»

Presto sarà completato a Mestre il nuovo centro Don Vecchi, il numero 7, con 63 appartamenti dedicati a persone in difficoltà economica. La struttura è quasi pronta e l'inaugurazione è in programma per il 30 giugno. Il progetto è stato presentato nel dettaglio sabato e con l'occasione don Gianni Antoniazzi, della Fondazione Carpinetum, ha sottolineato lo spirito con cui don Armando Trevisiol punta a dare alle persone una possibilità per vivere anche con la pensione minima, «in una forma di condivisione secondo il principio della sobrietà». Don Antoniazzi ha spiegato che «i nuovi poveri sono spesso le persone che intorno ai 40, 50 anni si trovano a dormire in macchina, da soli. Con questo centro vogliamo dare una risposta e un aiuto anche a loro». I 63 appartamenti saranno infatti messi a disposizione di persone che si trovano improvvisamente disoccupate, a pochi anni dalla pensione, e che a causa della loro età hanno più difficoltà a essere reinseriti nel mondo del lavoro.

Un centro «per rifarsi una vita»

Un sostegno al progetto è arrivato dal Rotary Club Venezia Mestre. Il presidente Claudio Scarpa ha incontrato don Antoniazzi ed Edoardo Rivola, in rappresentanza di Trevisiol, e ha consegnato loro l’assegno con cui il club ha voluto sostenere l’attività benefica e l’apertura del nuovo centro. «Il progetto sul quale il Rotary ci sta aiutando - ha specificato don Antoniazzi - è dedicato in particolare ai padri separati che si ritrovano soli anche a causa di problemi legati al gioco d’azzardo o altre difficoltà. Quello che proponiamo è una soluzione temporanea, proprio perché è pensata per permettere a queste persone di rifarsi una vita. Possono stare da noi 2 o al massimo 3 anni, e dovranno dimostrarci di aver fatto pace col passato e di voler essere reinseriti nella società». Scarpa ha spiegato: «Abbiamo deciso di contribuire a questa sfida stanziando una cifra a sostegno di una particolare forma di disagio, costituita dai padri separati. Una situazione che spesso è legata anche ad altri problemi, come ludopatia e alcolismo: quindi quella che con la fondazione vogliamo sostenere non è solo una possibilità di ospitalità ma è anche, per queste persone, di recuperare la propria vita».

L'ipermercato solidale

Rivola ha invece fatto il punto sull’altro grande sogno di don Trevisiol, l’ipermercato solidale. «Stiamo investendo forze e denaro in questo progetto perché i nostri residenti, quasi tutti anziani, con il prossimo centro saranno 580, in 490 appartamenti». Tramite questo ipermercato la fondazione potrà distribuire abiti, mobili e altri oggetti utili riciclati. Presentando una tessera si potranno ricevere anche generi alimentari di lunga durata o in procinto di scadenza. «Per portarlo avanti - ha concluso - avremo anche bisogno di volontari, non solo per il recupero e la distribuzione ma anche per dirigere la struttura».

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