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Nuovo sgombero del LOCo: "La giunta Brugnaro punta a toglierci di mezzo"

I militanti del centro di aggregazione giovanile: "L'unico spazio nella nostra città che ha dato una risposta concreta ai giovani di questo territorio"

Camionette della polizia e dei carabinieri in via Piave, giovedì pomeriggio. Non per una retata contro lo spaccio. Ma per tornare a chiudere il laboratorio LOCo, sgomberato martedì e nuovamente tornato a essere obiettivo delle forze dell'ordine, dopo la rimozione della grata montata sulla porta, da parte dei militanti.

'Difesa della democrazia'

"Uno stabile sottratto all'abbandono e al degrado - scrivono gli esponenti del laboratorio sui social -  e trasformato in questi quattro anni in un luogo di aggregazione giovanile, di produzione culturale e artistica. L'unico spazio nella nostra città che ha dato una risposta concreta ai giovani di questo territorio. Lo sgombero è stato ordinato dalla giunta Brugnaro, che non ha mai sopportato l'esistenza di un'esperienza giovanile, che in questi anni ha rappresentato una concreta opposizione alle politiche di esclusione operate dall'amministrazione. Pensiamo che questo sgombero rappresenti un episodio grave e un restringimento degli spazi di libertà e democrazia".

Appuntamento

Un'assemblea aperta a tutta la cittadinanza è quello che gli attivisti hanno in mente. Proprio davanti alla sede del municipio in via Palazzo, sabato alle 16.30. "Vogliamo far sapere che è la giunta di questo sindaco a volerci escludere, a volerci sottrarre spazio, per destinarlo alla realizzazione di alberghi, ristoranti, ostelli, esercizi commerciali, consegnando palmo a palmo la città ai turisti. Non è un mistero l'idea che il primo cittadino ha del territorio, e della volontà di togliere anche gli ultimi luoghi di aggregazione ai giovani. Neanche la strada del dialogo ci ha dato la possibilità di esprimerci, rendendoci talvolta bersaglio di battute e provocazioni".

"Vogliamo una città diversa, quartieri vivi e non abbandonati, una città che non sia il dormitorio turistico di Venezia, un territorio che sappia essere accogliente e solidale. Quello di sabato - promettono - è solo il primo appuntamento per tutti quelli che sognano un futuro diverso".

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