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Occupazione ex cinema Piave: scontro politico tra FdI e studenti

Gli attivisti, con l'appoggio di varie associazioni cittadine, hanno manifestato al municipio di Mestre attaccando la proposta di limitare le iniziative come quella attuata l'8 marzo

L'occupazione dell'ex cinema Piave avvenuta l'8 marzo è diventata motivo di scontro politico: i consiglieri di Fratelli d'Italia hanno annunciato per oggi una mozione contro gli studenti promotori di quell'iniziativa, che da parte loro hanno contrattaccato organizzando una manifestazione davanti al municipio di via Palazzo, a Mestre. Dalla parte degli studenti (collettivo Loco, Coordinamento studenti medi) stanno anche diverse associazioni cittadine, così come una parte della politica: la loro tesi è che gli spazi abbandonati della città vadano riqualificati con la cultura e la socialità, e non con la «militarizzazione» o la muratura degli ingressi.

La mozione, in sostanza, chiede di valutare la possibilità di impedire nuove iniziative come quella dell'8 marzo. «Non sta in piedi - spiegano gli studenti - È impensabile impedirci di manifestare, che è un nostro diritto. Queste persone avanzano proposte assurde e ci incolpano di creare illegalità. Noi da 7 anni facciamo iniziative a Mestre, stimoliamo dibattiti sullo sviluppo della città e sulla necessità di mettere al centro il benessere dei cittadini. In varie occasioni abbiamo fatto occupazioni simboliche, come quelle in piazzetta Olivotti e all'ex Cup, ed è stato sempre per riportare l'attenzione sui problemi della città e promuovere iniziative utili alla cittadinanza». Per l'occasione gli studenti hanno fatto una conta delle decine di strutture sfitte dell'Ater: «Luoghi che sono abbandonati, quando invece potrebbero essere usati per la socialità», ribadiscono. Per concludere, «tantomeno accettiamo queste accuse da chi rappresenta un partito che, in tutta Italia, ha una così forte presenza di esponenti collegati alla criminalità organizzata e al negazionismo del Covid-19».

La mozione di FdI, intitolata "condanna dell'occupazione dell'ex cinema di via Piave", sottolinea che nel corso dell'occupazione i protagonisti hanno commesso «reato attraverso l'occupazione di beni privati» e invita il sindaco «a valutare, in collaborazione con la questura, il non rilascio di nulla osta a nuovi permessi a manifestare», oltre che a «murare gli ingressi dello stabile». Il consigliere Gianfranco Bettin solidarizza con gli attivisti parlando di «ragazzi e le ragazze che, attraverso l’occupazione pacifica dell’ex cinema Piave, hanno posto il problema di spazi adeguati in città». Quello della destra, dice, è «un tentativo di criminalizzazione» e «la conferma che in una certa destra albergano pulsioni autoritarie, oltre che regressive e bigotte». Tanto che si cerca di impedire «la libertà di movimento e d’iniziativa di una componente fra le più vitali della città, che è una ricchezza per Mestre e Venezia».

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