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L'intervento delle forze speciali della questura

L'intervento delle forze speciali della questura

Torta non esce dal carcere di Venezia, il giudice: "Era in sé durante il delitto"

Lunedì mattina la convalida dell'arresto del 68enne che venerdì ha ucciso la vicina Nelly Pagnussat in via Ca' Venier a Mestre. L'omicida non ha aperto bocca davanti al gip

Riccardo Torta capace di intendere e volere, resta in carcere. Ne è convinto il giudice per le indagini preliminari Alberto Scaramuzza, che lunedì mattina ha disposto che il 68enne rimanga detenuto nel penitenziario di Santa Maria Maggiore. Torta è stato arrestato venerdì sera dopo che è entrato nell'appartamento di Nelly Pagnussat, 78enne, l'ha uccisa con ogni probabilità con un martello e poi l'ha fatta a pezzi con una motosega, trovata poi nel giardino condominiale.

Lunedì mattina l'udienza di convalida, con l'interrogatorio di garanzia nei confronti di Torta, il quale si è avvalso della facoltà di non rispondere. Del resto fin dal momento in cui è stato bloccato dagli agenti delle forze speciali della questura non ha proferito parola. Muto. C'era la possibilità che il giudice ravvisasse una infermità mentale tale da rendere incompatibile la detenzione dell'omicida in carcere: Torta, infatti, era seguito dall'Ulss 12 per i suoi problemi psichici, con l'ultima visita dei medici tre giorni prima del delitto. Niente aveva lasciato presagire a una tragedia del genere. Dunque l'arrestato, che è stato sottoposto al regime dell'isolamento, per ora non uscirà da Santa Maria Maggiore, anche in virtù della sua pericolosità sociale.

Intanto le indagini continuano. Inquirenti e investigatori devono rispondere all'interrogativo principale: il delitto era premeditato? I dubbi ci sono. Tant'è vero che il 68enne aveva appenna acquistato la motosega e non l'aveva mai utilizzata prima d'ora. Dopodiché aveva steso un telo di nylon a terra prima di concentrarsi sul corpo di Nelly Pagnussat, colpita con un corpo contundente alla testa. Forse  proprio con quel grosso martello che aveva in mano nel momento in cui è stato scoperto dal genero della vittima e dalla vicina di casa. Aveva cercato di pulire la scena con un mocio e nascosto in quattro sacchi neri di nylon i resti della vittima.

Dunque non fosse stato sorpreso in azione è possibile che Torta volesse cercare di nascondere (per quanto possibile) il delitto. In una sorta di lucida follia che l'avrebbe indotto all'omicidio. Su questo elemento con ogni probabilità si giocherà la futura battaglia giudiziaria: Torta aveva premeditato tutto? Era quindi capace di intendere e volere? Secondo il giudice Scaramuzza non ci sarebbero dubbi: l'omicida era in sé. Dunque resta in carcere. 

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