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L'aula bunker di Mestre

L'aula bunker di Mestre

Omicidio Vianello, pena massima: "Milly" Lazzarini condannata a 30 anni di reclusione

I giudici della Corte d'assise d'appello nell'aula bunker di Mestre hanno confermato l'esito del primo grado. Tra qualche mese l'apertura del processo per il delitto Pamio

La sentenza è arrivata dopo soli 40 minuti di camera di consiglio. Susanna "Milly" Lazzarini, la 57enne accusata di aver ucciso l'81enne Francesca Vianello nel suo appartamento di corso del Popolo a Mestre il 29 dicembre 2015, mercoledì è stata condannata in appello a 30 anni di reclusione con rito abbreviato per omicidio volontario pluriaggravato. Si tratta della conferma dell'esito del primo grado, avverso il quale l'avvocato difensore di "Milly", Mariarosa Cozza, aveva presentato ricorso. 

Battaglia sulla premeditazione

Di fronte a una confessione dell'imputata c'era poco da fare, ma la battaglia nell'aula bunker di Mestre si è combattuta soprattutto sulla possibile premeditazione del delitto. In questo senso l'accusa è tornata a concentrare l'attenzione sul fatto che la Lazzarini al momento del delitto indossava dei guanti e in borsa aveva dei cordoncini. Indicando un nesso causale tra la rapina commessa in abitazione e l'aggressione culminata con la morte dell'anziana. La difesa, invece, ha confutato la tesi accusatoria affermando che non sussistevano elementi incontrovertibili che potessero indicare che la 57enne avesse ordito l'omicidio in precedenza, chiedendo perlomeno una formula dubitativa riguardo al nesso tra i due reati. I giudici, al termine della camera di consiglio, hanno creduto alla premeditazione, condannando l'imputata al massimo della pena prevsta con il rito abbreviato.

Processo per l'omicidio Pamio

Nei prossimi mesi, poi, Susanna Lazzarini potrebbe essere protagonista di un altro processo riguardante un fatto di sangue. Si tratta dell'omicidio di Lida Taffi Pamio, per cui è stata condannata in appello all'ergastolo l'inserviente del Fatebenefratelli Monica Busetto. L'accusa è di omicidio volontario in concorso. Susanna Lazzarini ha confessato anche questo episodio: la procura ha già chiesto il rinvio a giudizio per lei, cosicché con ogni probabilità agli inizi del 2018 potrebbe essere fissata l'udienza preliminare del processo, durante la quale la difesa ha facoltà di chiedere il rito abbreviato. 
 

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