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Pronto soccorso al top, all'Angelo diminuisce la mortalità del 10%

Nella "zona rossa" del nosocomio mestrino la professionalità e le competenze del "trauma team" consentono ogni giorno di salvare vite da tutta la provincia

Nell’area rossa di un pronto soccorso come quello di Mestre, dove tutto è più difficile, la presenza di un “Trauma Team” strutturato fa cambiare le speranze di vita. All’ospedale dell’Angelo, questa speranza di vita per le vittime di un grave trauma è aumentata via via dal 2009 al 2013: la mortalità si è abbassata da 25% al 15%, a conferma che il “Trauma Team” che vi opera ha costruito e messo in campo, quotidianamente, efficaci strategie di intervento. “Sono in media ogni anno 150 i traumi gravi trattati nel pronto soccorso dell’Angelo – spiega il primario di anestesia e rianimazione Carlo Maggiolo – per la grande maggioranza dovuti ad incidenti stradali. E su questi numeri, l’abbassamento del tasso di mortalità prodotto dal lavoro del ‘Trauma Team’ porta a decine e decine di vite salvate”.

Il “Trauma Team” del pronto soccorso di Mestre è un’équipe composta da medico di pronto soccorso, chirurgo d’urgenza, anestesista-rianimatore, infermieri e operatore sanitario, coordinata dalla dottoressa Debora Saggioro, che insieme al primario Maggiolo ne ha redatto e gestito ogni passaggio. Opera in primo luogo grazie alla creazione in pronto soccorso della “shock room”, adiacente all’area rossa, dove sono concentrate tutte le strumentazioni che possono salvare una vita. Lavora in modo funzionale ed efficace perché tutti i suoi componenti utilizzano un linguaggio comune e uno stesso metodo di lavoro, a cui sono debitamente formati. L’attuazione tempestiva delle tecniche di “Damage Control Surgery”, ad esempio, consente un miglioramento della sopravvivenza fino al 90%, rispetto al 58% osservato, a parità di compromissione degli organi vitali, in pazienti non trattai con questa tecnica. E il cuore della strategia di “Damage Control Surgery” è il semplice: controllare rapidamente le condizioni a rischio per la sopravvivenza, recuperare la riserva funzionale del paziente, rimandare ad un momento successivo la correzione definitiva della lesione. Al riguardo, Mestre è stato il primo centro in Italia a introdurre sistematicamente il monitoraggio della coagulazione con il fine di ottimizzare l’approccio del paziente traumatizzato emorragico.

“Ogni passo avanti in questa sfida contro il tempo e contro il trauma, che si svolge nel pronto soccorso di Mestre – spiega il direttore generale dell’Ulss 12 Giuseppe Dal Ben – è una speranza per i cittadini del Comune di Venezia, ma anche per chi subisce un trauma o un incidente nell’area vasta provinciale: un terzo dei pazienti che giungono all’Angelo vittima di traumi primari e secondari, arriva dal territorio extra comunale, a conferma del ruolo di ‘hub’, cioè di servizio ad un territorio vasto, svolto ormai dall’ospedale dell’Angelo”.

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