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L'eroina rischia di mietere un'altra vittima: ennesima overdose a due passi dalla stazione

E' successo verso le 18 di giovedì in via Trento a Mestre. Una cinquantenne di origini balcaniche è collassata, necessario l'intervento del 118. E' stata salvata in extremis

Una lista che continua ad allungarsi a dismisura e che diventa sempre più preoccupante. Perché è solo grazie alla velocità d'intervento dei sanitari del 118 se le overdosi che periodicamente si stanno verificando in zona stazione non hanno avuto di recente un esito tragico. Stavolta è toccato a una donna sui 50 anni di origini balcaniche rischiare la vita. L'allarme è scattato verso le 18 di giovedì in via Trento a Mestre, zona non solo di spaccio ma anche di consumo di stupefacenti. A un certo punto la donna collassa e finisce a terra, priva di sensi.

Necessario il narcan

La prima impressione è quella giusta: si tratta di una overdose da eroina, con ogni probabilità acquistata poco distante. Del resto l'area della stazione mestrina è diventata una delle zone più frequentate da chi cerca la "dose", specie di eroina. Soprattutto da quando a Mestre, a differenza di altre città, si può trovare quella "gialla". Quella di gran lunga più forte e appagante. Per questo in tanti non reggono e collassano. Per questo, anche stavolta, i sanitari del Suem sono giunti sul posto e hanno subito iniettato almeno una dose di narcan alla paziente. Si tratta di una sostanza in grado di inertizzare in pochi istanti l'effetto dell'eroina. A quel punto il paziente si sveglia e a volte se la prende anche con chi gli sta salvando la vita, proprio perché l'ha strappato dal suo "trip". Un viaggio che a volte può essere senza ritorno.

Trasferimento al pronto soccorso

Giovedì la donna è stata poi trasportata in ambulanza all'ospedale dell'Angelo per accertamenti, non in pericolo di vita. In precedenza si era sparsa la voce di un altro possibile caso simile, ma ormai si è perso il conto. Quella che rimane immutabile è un'emergenza che forse solo il caso non ha lasciato dietro di sé nelle ultime settimane delle vittima. Ma nei mesi scorsi è stato un bollettino di guerra: con una decina di decessi ravvicinati che hanno indotto anche i media nazionali a occuparsi con interviste e reportage del "triangolo del buco" di Mestre. 

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