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Sosta a pagamento nei centri commerciali di Mestre, il Comune studia un accordo

L'assessore Boraso intenzionato a replicare la convenzione attiva all'Interspar di via Torino: prime due ore gratuite, poi si paga. Una soluzione che porterebbe a una situazione più equa

Il "modello Interspar" di via Torino allargato anche agli altri supermercati e centri commerciali della città, ovvero due ore di parcheggio gratuito per i clienti e a pagamento nelle ore successive. L'amministrazione veneziana ci sta provando, con l'obiettivo da una parte di aumentare gli introiti, dall'altra di arrivare a una maggiore equità di trattamento tra grande distribuzione e commercio di vicinato. Al momento, infatti, ci sono a disposizione migliaia di posti auto a costo zero nei dintorni di Auchan, Nave de Vero, Panorama, con sosta gratuita per tutto il tempo che si desidera. Un elemento che, probabilmente, porta gli acquirenti a preferire la soluzione centro commerciale anziché lo shopping nel centro di Mestre.

Gli introiti

L'assessore alla Mobilità, Renato Boraso, vorrebbe cambiare le cose. Intanto è stata rinnovata per tre anni la convenzione con Aspiag (proprietario di Interspar) e Cervet srl (Hybrid Tower), accordo che, appunto, prevede la gratuità degli stalli solo per le prime due ore. In totale le aree esterne hanno fruttato circa 37mila euro nel 2017 per le casse comunali: denaro sborsato dagli automobilisti che lasciano l'auto negli stalli a strisce blu per periodi più lunghi, magari anche turisti che parcheggiano lì per poi raggiungere Venezia con i mezzi pubblici.

Soluzioni allo studio

Un compromesso che accontenta tutti e che proprio per questo l'amministrazione vorrebbe replicare anche nei dintorni degli altri colossi dello shopping della città. La complicazione, secondo l'assessore, è data dal fatto che gli accordi stipulati con i centri commerciali sono tutt'altro che chiari. Tanto che, riferisce, sono stati incaricati Avvocatura civica e Patrimonio di studiare le convenzioni per giungere alla soluzione giusta evitando, con un atto non legittimo, di subire ricorsi al Tar.

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