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Via Piave contro il degrado, 1.100 firme per risollevare il quartiere

Il comitato di residenti ha consegnato una petizione al Comune chiedendo soluzioni immediate contro la prostituzione e lo spaccio

Vogliono provvedimenti subito. Basta riunioni, assemblee e parole. Con l'arrivo della primavera, infatti, in via Piave a Mestre è tornato a fare capolino anche il problema prostitute. A ogni ora. Di ogni nazionalità. Ora che il marciapiede è diventato più "confortevole", e la paura per alcune operazioni delle forze dell'ordine (quella principale è stata della guardia di finanza) che ha portato ad arresti e sequestri, le lucciole hanno ripreso a offrire i loro servizi in strada.

Per questo, come riporta il Gazzettino, il comitato spontaneo di cittadini sorto per contrastare il degrado del quartiere ha consegnato una petizione con 1.100 firme all'amministrazione comunale. Lo scorso fine settimana. Oltre al problema prostitute, com'è noto, nella zona bisogna anche convivere con pusher e sbandati. Nonostante gli arresti di carabinieri, polizia e municipale (tanti, con cadenza quasi quotidiana) il problema è difficile da sradicare alla radice.

Intanto i residenti si lamentano, a ragione, di ciò che sono costretti a sopportare. Soluzioni? I provvedimenti su cui si sta ragionando sono tanti: presidio fisso di pubblica sicurezza, vigile di quartiere, bonifiche, giardino biologico e ordinanze anti-prostituzione. Ora, però, chi vive in via Piave chiede che dalle parole si passi ai fatti.

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