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Piazza Carpenedo: il pavé cade a pezzi, il parroco chiede l'asfalto

L'acciottolato in porfido della carreggiata sta causando non pochi problemi e sono in molti a chiedere il ritorno del normale manto stradale nella curva

L'acciottolato in porfido è sempre bello da vedere, ma non piace granché alle auto (specialmente alle sospensioni) e ancor meno agli edifici vicini, fatti tremare come budini ad ogni passaggio di mezzi pesanti. Ne sanno qualcosa a piazza Carpenedo, a Mestre, dove il pavé della curva tra via San Donà e viale Garibaldi continua a causare non pochi problemi. Come riporta il Gazzettino, infatti, le mattonelle tra la chiesa e i bar della piazza sono continuamente danneggiate, e i tecnici del Comune costretti ad una serie interminabile di interventi di manutenzione.

INDIAVOLATO – A prendere parola contro il manto stradale dissestato ci ha pensato il parroco del patronato dei Santi Gervasio e Protasio, don Gianni Antoniazzi, che sulle colonne del settimanale della parrocchia “Lettera Aperta” si scaglia senza mezzi termini contro l'ostinazione della Sovrintendenza a mantenere l'acciottolato anche nella parte carrabile di piazza Carpenedo. Il religioso, in un editoriale titolato “viva il taglione”, spiega come il porfido della strada sia soggetto a continui cedimenti, problemi che si ripercuotono sulla viabilità cittadina, costantemente rallentata, sulle casse del Comune, “smagrite” notevolmente intervento dopo intervento, e persino sugli edifici che circondano il “salotto buono” di Carpenedo: pare infatti che gli scossoni e le vibrazioni che seguono il passaggio di autobus e altri mezzi “ingombranti” passino dall'acciottolato ai muri della chiesa, del convento e dei vari condomini e locali della zona, con lunghe fessure che si allargano ad ogni “terremoto”. Don Antoniazzi chiede di tornare al caro, vecchio asfalto, ma sa già che la sua supplica resterà inascoltata: “Oggi chi comanda si fa le leggi, chi ha denaro non le rispetta – scrive il prete - un ladro di polli si trova in difficoltà estrema; chi rovina l'economia mondiale si aumenta i premi”, almeno, conclude Don Gianni, “ci fosse l'occhio per occhio”.

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