Mestre Bissuola / Parco Bissuola

Piscina per le donne musulmane, Zaia critico: "Così è islamizzazione"

Al presidente del Veneto non va giù l'iniziativa mestrina: "Stesso concetto che porterà alla Moschea, nei loro Paesi non veniamo rispettati"

“Con questa decisione è stato scalato un nuovo gradino di un processo di islamizzazione iniziato con le polemiche sul crocifisso in classe e proseguito con la realizzazione della Moschea a Venezia". Duro, anzi durissimo il presidente della Regione Luca Zaia sull'iniziativa organizzata dall'amministrazione comunale di Venezia che ha portato all'apertura durante il fine settimana in alcuni orari della piscina del parco Bissuola solo alle donne. Ciò per permettere anche alle signore di fede islamica di poter passare del tempo libero con i propri figli piccoli e con altre esponenti del "gentil sesso" della città.

Una idea che non ha per niente soddisfatto il governatore: "Una situazione inaccettabile, anche perchè priva di un requisito fondamentale come la reciprocità del rispetto degli usi, costumi, tradizioni, storia - ha dichiarato Zaia - Il che vorrebbe dire ad esempio che ci fosse anche per noi la possibilità di professare la nostra religione e di seguire le nostre abitudini culturali e storiche liberamente nel mondo dell’Islam”.

“La libertà di un individuo – ha aggiunto – finisce dove comincia quella di un altro. In questo caso uno dei principi fondamentali della convivenza civile non mi pare venga rispettato, stante che vengono piegate le nostre regole e abitudini sacrosante alle pretese di chi, ospite nella nostra terra, dovrebbe rendersi conto della diversità di cultura, usi e costumi. Portare oltre i limiti del buon senso l’accettazione di modi di vita lontani anni luce da noi – ha concluso il presidente - modificare le nostre regole di vita per essi non è apertura culturale, ma resa identitaria e un popolo che perde la propria identità non ha futuro”.

LA REPLICA DI DE POLI - "Le polemiche di Zaia e della Lega servono solo a occupare qualche pagina sui giornali. Non c'è nessuna islamizzazione in corso in Veneto che, ancora una volta, dimostra di essere una società aperta alle diversità culturali e non bigotta e chiusa come quella che il presidente Zaia con i suoi inutili allarmismi descrive all'opinione pubblica del Paese". Lo afferma il senatore e vicesegretario vicario Udc Antonio De Poli, commentando le parole del governatore. "L'identità della nostra regione va senz'altro difesa - aggiunge De Poli - Noi veneti dobbiamo essere orgogliosi delle nostre tradizioni e costumi ma questo non ci impedisce di aprire le nostre menti a chi vive in una cultura diversa dalla nostra. Detto questo - conclude -, credo che si tratti di un'iniziativa lodevole che dovrebbe essere presa ad esempio anche da altri. Il presidente Zaia, anziché occuparsi di queste beghe, pensi ai veri problemi dei veneti".

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