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© Fabio Rizzi

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Immondizia davanti a Villa Erizzo, la polemica sull'isola ecologica continua a tener banco

Una foto postata sul gruppo facebook Mestre Mia ha generato un lungo dibattito, tra le scelte ritenute sbagliate dell'amministrazione e la maleducazione di molti. Non si placa la diatriba

Che le strutture dell'isola ecologica posizionate in Piazzale Donatore di Sangue, proprio davanti a Villa Erizzo, abbiano creato grosse polemiche non è certo una novità, con la maggior parte delle persone (in primis i cittadini) che ritengono una scelta scellerata quella di rovinare l'area antistante un edificio storico, risalente al ‘700. Una riqualificazione del piazzale bocciata, che continua a tenere banco.

Questa volta ad aizzare la polemica è stata una foto pubblicata sul gruppo facebook "Mestre mia", una delle "bocche" in cui vengono conferiti i rifiuti attorniata da cumuli di immondizie, gettate lì alla bene e meglio da persone che non possedevano la "chiavetta". "Purtroppo il malfunzionamento di un dispositivo, il malvezzo di certuni sono cose da prevedere quando si fa un buon progetto - si legge tra i commenti - Anche la collocazione di un impianto del genere, in un buon progetto non va davanti ad un luogo pubblico monumentale. Chi l'ha concepito?".

L'ironia di molti ("I progettisti si sentiranno orgogliosi", e ancora "Una bella vista, una geniale preparazione interattiva del proscenio") nasconde il malumore della cittadinanza, che considera il recupero del piazzale una sorta di campo minato che continua a portare disagi: "Ci abito, e spesso non riesco nemmeno ad avvicinarmi ai cassonetti a causa dei cumuli di immondizia che li attorniano", commenta uno dei partecipanti alla discussione.


Da sottolineare che le strutture finite nel mirino non sono "ecocompattatori", come sono comunemente chiamate, bensì isole interrate per la raccolta differenziata. Gli ecocompattatori sono macchinari che raccolgono i rifiuti e li pressano per ridurne il volume. In questo modo possono ospitare un numero elevato di tali rifiuti, riducendo il numero di svuotamenti da parte dell’azienda che si occupa dello smaltimento e quindi le emissioni di co2 altrimenti prodotte dai mezzi per la raccolta rifiuti.
 

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