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Bandiere e striscioni all'ingresso

Bandiere e striscioni all'ingresso

Policlinico San Marco, la direzione conferma 43 licenziamenti

La società fa però sapere che sta facendo tutto il possibile per aiutare e supportare i dipendenti esuberati, anche in concerto con la Cisl

Continua la bufera sul policlinico San Marco. Dopo il tira e molla tra direzione e parti sociali, nato dall'annuncio di una corposa trance di licenziamenti, giovedì mattina il vicedirettore geerale Francesco Camisa ha convocato una conferenza stampa per illustrare la situazione in cui versa l'azienda sanitaria, spiegando anche come si procederà sul fronte esuberi.

L'ULSS 12 CONVOCA GLI ESUBERATI

SALVARE IL SALVABILE – La scelta dei licenziamenti, ha precisato subito la direzione davanti alla stampa, è parte di un percorso per salvare tutti gli altri 250 lavoratori del policlinico. La difficile situazione dell'istituto, infatti, non permetteva di agire altrimenti. Il numero degli esuberati è sceso, nelle ultime settimane, dagli iniziali 74 a 43, ma l'azienda ospedaliera sottolinea che non c'è stato modo di salvare anche quei posto di lavoro. Il policlinico rende comunque noto che è stata istituita una task force interna per aiutare i licenziandi, con una psicologa a completa disposizione del personale per aiutare i dipendenti a gestire la situazione (“c'è sempre la coda fuori dal suo ufficio” sottolinea il direttore sanitario), aiuti nella stesura dei curriculum, linea diretta con le strutture vicine per trovare nuovi impieghi e preparazione attiva ai colloqui di lavoro. Quando qualcuno ha chiesto quali sono state le strutture contattate per “ricollocare” i dipendenti, il dottor Camisa ha risposto semplicemente: “Basta che prendiate le pagine gialle e scorriate il settore sanità, noi abbiamo fatto così, abbiamo chiamato tutti”.

PARTONO LE LETTERE DI LICENZIAMENTO

LOTTA SINDACALE – Diverso è il discorso sul fronte sindacati: mentre la Cisl ha infatti deciso di restare affianco alla direzione e ai lavoratori, Cgil e Uil, che pure avevano seguito tutta la vicenda fin dall'inizio, si sono tirate indietro al momento della firma e da settimane denunciano come scandalosa la scelta del policlinico. Il rappresentante Cisl non risparmia in questo senso parole amare nei confronti dei colleghi: “Se gli altri sindacati, invece di fare tanto rumore per nulla, si adoperassero come noi per aiutare i lavoratori a trovare un nuovo impiego, forse non saremmo qui a fare questi discorsi”. La Cisl sarebbe infatti in prima linea per aiutare i dipendenti licenziati a “rimettersi in piedi”, in particolare il sindacato sta lavorando per garantire un futuro agli ausiliari e agli amministrativi, le figure professionali più difficili da “ricollocare”. Anche la direzione dell'ospedale approfitta per togliersi qualche sassolino, è sottolinea come i sindacati spesso abbiano avanzato pretese assurde. “Parlando di contratti di solidarietà – spiega Camisa – non era possibile procedere per tutti i dipendenti, basti pensare al caso degli ausiliari, ma per Cgil e Uil è sempre stato o tutti o nessuno. Addirittura – racconta il vicedirettore – è stato chiesto alla Regione di toglierci le convenzioni sanitarie, gesto che si sarebbe risolto nella chiusura del policlinico e nella perdita di 250 posti di lavoro”.

IL PRESIDIO DEI DIPENDENTI

IL FUTURO DEI LICENZIATI – Il processo di ricollocamento, fanno sapere i vertici del San Marco, sta comunque procedendo in maniera molto positiva: molti dei 43 licenziati sarebbero già riusciti a trovare un nuovo impiego e altri si sarebbero già posizionati in alto nelle graduatorie dei concorsi statali. “Il nostro personale medico, infermieri, os e sanitari, è molto preparato e competente – spiegano dal policlinico – e per questo ha un netto vantaggio sugli altri. Negli anni abbiamo sempre investito molto sulla formazione e aggiornamento del nostro personale, ora si vedranno i frutti”. La società confida quindi che la maggior parte dei licenziati possa trovare impiego entro i termini del periodo di disoccupazione. Diverso è il discorso per gli ausiliari, anche se, come già accennato, in questo senso si sta muovendo la Cisl, che starebbe cercando convenzioni con asili nido e scuole materne.

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