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"Mense, alberghi e ristoranti. Troppo il cibo che si butta via". Hotel va in controtendenza

 

Sono 1 miliardo e 300 milioni – secondo i dati forniti dalla Fao - le tonnellate di cibo che vengono buttate via ogni anno nel mondo, per un valore di 750 miliardi di dollari, e 795 milioni sono le persone che soffrono la fame. In Italia le tonnellate di cibo che si potrebbero recuperare ammontano a un milione di tonnellate e corrispondono a 12 miliardi di euro sprecati. Un contributo alla riduzione degli sprechi alimentari in ambito veneziano arriverà a breve con l'avvio del progetto R.E.S.A. - Recupero eccedenze scadenze alimentari, promosso da Novotel Venezia Mestre Castellana, associazione “Amici della Laguna e del Porto” e associazione “Corte del Forner”, in collaborazione con la Fondazione di partecipazione Casa dell’Ospitalità di Mestre e il Comune di Venezia.

A presentare il progetto sono stati mercoledì mattina, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta al Novotel di Mestre, l'assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, il presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione di partecipazione Casa dell'Ospitalità, Paola Bonetti, il direttore di Novotel Venezia Mestre Castellana, Andrea Morandini, il responsabile Food and Beverage Novotel Venezia Mestre Castellana, Antonio Cerullo, il presidente dell’associazione “Amici della Laguna e del Porto”, Roberto Tonissi e il membro del Consiglio direttivo dell'associazione “Corte del Forner”, Anna Brondino. Alla fine della presentazione è stato firmato da tutte le realtà coinvolte il Protocollo di intesa che porterà, a partire dal mese di agosto, all'avvio del progetto.

Quest'ultimo prevede che gli alimenti preparati e non distribuiti durante il servizio di ristorazione dell’albergo siano destinati alle persone assistite dalla Fondazione Casa dell’Ospitalità oppure, in base alle richieste monitorate dall’associazione “Corte del Forner”, distribuite, sempre dalla Fondazione, ad altre strutture caritative. In sostanza, sarà il personale incaricato della Casa dell’ospitalità che, su segnalazione dell’albergo, si recherà al punto di recupero, effettuerà i controlli previsti, le operazioni di travaso nei contenitori adatti e il trasporto nella sede della Fondazione, dove verranno distribuiti. Parte del materiale necessario al controllo e al trasporto del cibo nel pieno rispetto delle norme sulla conservazione degli alimenti previste per legge – un abbattitore di temperatura, alcuni contenitori per alimenti, un forno a microonde – è stata acquistata con i quasi 2300 euro raccolti lo scorso maggio grazie al pranzo solidale organizzato in occasione dell'iniziativa 'Io porto volontariato', promossa dall'associazione “Amici della Laguna e del Porto” in collaborazione con il Comune di Venezia.

“Questa iniziativa – ha esordito Venturini ringraziando tutte le realtà coinvolte – è un esempio davvero significativo di come dal lavoro in rete tra il privato lungimirante, il pubblico, e il mondo del volontariato, possano nascere frutti buoni. Un progetto, il primo nel suo genere così strutturato, che permetterà non solo di ridurre gli sprechi alimentari, fisiologici nell'ambito della ristorazione, ma anche di coinvolgere gli ospiti della Casa dell'ospitalità nelle fasi di cucina, trasporto e stoccaggio del cibo e in futuro, se come mi auguro altri privati seguiranno l'esempio di Novotel, anche nella redistribuzione degli alimenti ad altre strutture di accoglienza o beneficenza”.

Sulla gravità del problema degli sprechi alimentari e sulla necessità di avviare iniziative che aiutino a contrastarlo si sono soffermati Tonissi e Brondino. “Ho due bambini in età scolare – ha spiegato Tonissi – e sono rimasto colpito dalla quantità di cibo che viene scartato. Il progetto Resa nasce proprio dal desiderio, condiviso con altri, di fare qualcosa in prima persona per limitare questo spreco”. “Un piccolo seme – gli ha fatto eco Brondino – che speriamo diventi un albero. Un'iniziativa che ci auguriamo di poter estendere anche a Venezia dove il trasporto è più complicato”.

“L'ospitalità sostenibile – ha sottolineato Morandini – è uno degli obiettivi al centro dell'attenzione del nostro Gruppo. A Venezia abbiamo trovato una realtà di accoglienza e una rete di solidarietà davvero grande, grazie alla quale anche progetti come questo, non banali da organizzare, possono prendere il via”.

Ad accogliere con entusiasmo l'idea del progetto, reso possibile – ha ricordato Bonetti – grazie alla possibilità introdotta dalla legge 166 del 2016 di donare le eccedenze alimentari dei vari esercenti a soggetti pubblici o privati senza scopo di lucro - è stata anche la Fondazione Casa dell'ospitalità. “Non è solo un'occasione di risparmio di risorse economiche, – ha spiegato Bonetti – ma soprattutto un'opportunità preziosa da offrire ai nostri ospiti per mettersi in gioco. A loro infatti non vogliamo dare solo pura assistenza ma percorsi di progressiva autonomia in un'ottica di reinclusione sociale”.

A conclusione della conferenza stampa l'assessore Venturini ha annunciato che il progetto RESA sarà segnalato come buona pratica del Comune di Venezia agli organizzatori dello “Urban Food Policy Pact”, il documento di impegno per un nuovo sistema alimentare sottoscritto da Venezia nell'ottobre 2015 insieme ad altre importanti città del mondo.

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