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Studenti Medi: "Condannati al precariato dalla Buona Scuola, chiediamo il diritto allo studio"

Venerdì nuova mobilitazione a Mestre, sulla scia della protesta iniziata ad ottobre scorso, "contro l'alternanza scuola-lavoro e per la costituzione di un welfare che garantisca l'accesso all'istruzione"

 

Come promesso il Coordinamento Studenti Medi sono scesi in piazza per contestare gli Stati Generali, continuando una mobilitazione iniziata il 13 ottobre scorso.

Contro l'alternanza scuola-lavoro

"Le rivendicazioni della generazione ribelle sono partite dall'Alternanza Scuola-Lavoro - scrivono gli studenti - il più grande fenomeno di sfruttamento di massa legalizzato, introdotto attraverso la legge della "Buona Scuola", che per le sue caratteristiche fondanti non può essere nè miglirato nè tollerato. Proprio oggi, giornata internazionale del diritto allo studio, attraverso le strade di Mestre abbiamo dato un segnale forte e chiaro: la scuola è sempre meno un luogo di formazione e crescita, e sempre più una fabbrica che produce precari a vita".

"A causa dall'esorbitante numero di studenti (1 milione e mezzo) costretto a svolgere 200 ore, per i licei, e 400 per gli istituti tecnici e professionali, di alternanza, migliaia di adolescenti non trovano aziende ospitanti, e alla peggio finiscono in ditte private o multinazionali (come McDonald's, Zara o Fico). 
La presenza di questo tipo di sfruttamento, spacciato per "formazione", all'interno del nostro percorso formativo è e sarà il punto focale della nostra protesta. Infatti l'impraticabilità dell'Alternanza diventa il terreno più fertile per la speculazione dei soliti noti che investono sul lavoro non retribuito degli studenti, per poter licenziare arbitrariamente centinaia di lavoratori, incrementando quella che è la disoccupazione giovanile (che ad oggi tocca picchi del 40%)".

"Condannati al precariato"

Continuano gli studenti: "Il progetto formativo di Renzi condanna noi a essere eternamente lavoratori precari e condanna i lavoratori di oggi a essere disoccupati, in quanto soppiantati da una generazione di giovani lavoratori senza paga. Tutto ciò accumunato da una linea comune: la precarietà. E stanno provando ad educarci a questo ordine delle cose senza darci la benché minima possibilità di poterle cambiare, e costruire una scuola veramente migliore".

L'idea è quella di costituire un welfare studentesco. "Questo ci garantirebbe l'accessibilità allo studio e alla cultura. In secondo luogo, insieme ai collegi docenti degli istituti Marco Polo, Liceo Artistico, e Liceo classico Marco Foscarini, pretendiamo che venga eliminata l'obbligatorietà dell'Alternanza e che venga data agli studenti la possibilità di scegliere in autonomia se e quali progetti affrontare. Per tutte queste cose - concludono - crediamo che agli Stati Generali dell'Alternanza il solo provare a parlare di 'buona alternanza Scuola-Lavoro' sarebbe un errore madornale, perchè prima di tutto per portare un vero miglioramento ci si deve interrogare sulle condizioni in cui versano la scuola e il lavoro nel nostro paese. Come generazione ribelle abbiamo iniziato e siamo inarrestabili".
 

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