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Giù le serrande in via Trento: "Degrado? La colpa non è nostra, Brugnaro venga qui" VD

I negozianti costretti a chiudere alle 18 per la vendita di alcol serale: "Anche noi dobbiamo pagare l'affitto e le tasse come voi. E' razzismo". Soddisfatti i residenti: "Misura positiva"

"Chiudere adesso? E come pago l'affitto e le bollette? Le tasse ci sono anche per noi". Non tira una bella aria in via Trento a Mestre alle 18 di giovedì, quando nei confronti dell'Asian African Market, del Market Kosova, del Ma Italia sas e del Sonali Alimentari frutta e verdura è scattata l'ordinanza sindacale che impone loro la chiusura anticipata: dalle 18 in poi saracinesche giù, fino al 7 gennaio del prossimo anno. "E' razzismo", si dichiara. "Sei convinto?", chiediamo a uno dei giovani di colore dopo la chiusura. "Sì, è razzismo. Perché non è colpa dei negozianti se qui si ubriacano e spacciano".

Gli esercenti puntano il dito contro le leggi: "Se uno si comporta male deve arrivare la polizia e mandarlo via - sottolineano - dopo 2 ore invece ce lo troviamo davanti". La sensazione è che la disposizione del Comune metta in seria difficoltà le casse di questi minimarket: "A quanto la vendi la birra tu? - chiede Pasquale, il titolare della Tana di Oberix, che tanto si è dato da fare per denunciare risse e spaccio all'angolo con via Monte San Michele - questa io la devo far pagare 4 euro". Tira fuori una bottiglia da 75 centilitri di birra Moretti. Il titolare bengalese del fruttivendolo risponde che lui la vende a 1 euro e 80. "Ma se non la possono comprare da me la prendono da un'altra parte - spiega - tu sei un ristorante". Al ché il ristoratore controbatte: "E tu un fruttivendolo, perché non vendi solo frutta?".

All'esterno sono diversi i giovani di colore (in via Monte San Michele sono nigeriani, più vicino alla stazione bengalesi o magrebini) che trascorreranno la serata in quel quadrilatero: "Ringrazio i comitati e l'assessore D'Este per questa misura - conclude Pasquale Caiazzo - i frutti si vedranno tra qualche giorno. Vedremo come evolverà. E' sicuramente una misura positiva". La pensa diversamente il gestore dell'Asian African Market: "Io pago le tasse - afferma - come faccio a tenere aperto solo fino alle 18?". Pochi minuti dopo una coppia di vigili controlla che tutto sia aderente alle disposizioni del Comune: "Chiediamo di incontrare il sindaco, gli spiegheremmo che non è colpa nostra - dichiara un altro esercente - Che senso ha chiudere alle 18? Chiediamo una soluzione". L'idea principale che serpeggiava in via Trento giovedì era un possibile compromesso: "Potreste tenere aperto fino alle 19.30 - propone Luigi Corò, presidente del comitato CMP, autore di diversi esposti sulla situazione di degrado della zona - ma dopo non una bottiglia di alcolici dovrebbe uscire dai vostri negozi". 

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