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"Lavorare a Mestre? Un'odissea, parcheggiare una lotta quotidiana"

L'ultima disavventura per una 27enne martedì: "Al park di Santa Maria dei Battuti macchinette fuori uso. La risposta: niente soldi, niente sosta"

"E' una vergogna, il problema dei parcheggi a Mestre è una piaga non indifferente". Ma stavolta per Anna, una lavoratrice 27enne che ogni giorno deve raggiungere la città, oltre al danno si è aggiunta la beffa. "Non solo anche volendo non ho potuto pagare la sosta al parcheggio scambiatore di Santa Maria dei Battuti, ma sono anche stata costretta a farmi quindici minuti di strada a piedi quando già era calata la sera da sola. In una zona poco illuminata e spesso frequentata da barbanera", dichiara.

La giovane ha deciso di raccontare la disavventura di cui suo malgrado è stata protagonista convinta di non essere l'unica che quotidianamente devono sgomitare per parcheggiare la propria auto a Mestre. "Martedì mattina tutti e due i parchimetri del parcheggio scambiatore di Via Santa Maria dei Battuti, vicino al cimitero, erano fuori servizio - racconta - dopo aver chiamato le impiegate dell'ufficio Avm e aver spiegato che non c'era modo di pagare il parcheggio, mi sono sentita rispondere che loro non potevano autorizzarmi a parcheggiare senza aver pagato e che avrei dovuto aspettare che arrivassero i manutentori. E' una vergogna, dovevo andare a lavorare".

Dunque, stando alla testimonianza di Anna, martedì mattina in una delle aree di sosta principali (e maggiormente frequentate) per raggiungere il centro città, non era possibile parcheggiare se non facendo i "portoghesi". Finché la situazione non è stata riportata alla normalità. Per lei quindi si è reso necessario cercare posto altrove: "Si paga ma non si ha alcun tipo di servizio - continua la donna - mi chiedo perché questo parcheggio non sia reso gratuito e quello nei pressi della rotonda davanti al cimitero non sia portato a un euro al giorno; quest'ultimo è sempre vuoto perché nessuno è disposto a spendere un euro e venti all'ora per poi dover raggiungere il centro in più di dieci minuti. Li chiamano parcheggi 'scambiatori' - sbotta - ma non ci sono navette che portano in centro, al massimo c'è il bike sharing che si paga a parte, ma non è propriamente economico".

Quanto accaduto martedì per la donna è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso di una lotta quotidiana: "Gli uffici, i negozi sono prevalentemente situati in zone a traffico limitato, per poterli raggiungere servono i permessi ma anche potendo transitare mancano gli spazi per parcheggiare - spiega - gli stalli nei pressi del centro sono a pagamento (anche per i residenti) e per fermarsi solo qualche ora si rischia di spendere una fortuna. Per non parlare - conclude - che nei parcheggi scambiatori i parchimetri accettano solo monete da un euro e cinquanta centesimi e non danno il resto. E quando non funzionano rischi di trovarti la sera una multa".

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