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Una raccolta fondi a favore di una famiglia di tre donne mestrine in difficoltà

La situazione finanziaria di una 50enne e delle figlie di 26 e 17 anni ha cominciato a precipitare dal 2012, dopo la morte del marito. Alcuni amici hanno deciso di aiutarle, attivando una campagna su gofundme che ad oggi ha permesso di raccogliere 1000 euro

Via Verdi a Mestre (Google Maps)

Un lutto improvviso e un grosso debito pesano gravemente su una famiglia mestrina composta da una madre vedova cinquantenne e dalle sue figlie di 26 e 17 anni. Le tre donne sono in difficoltà fin da quando, nel 2012, il marito e padre è venuto a mancare. Da allora la situazione finanziaria della famiglia è precipitata e adesso, in seguito ad una causa intentata e vinta dalla vecchia padrona di casa, si ritrovano con un debito di 20mila euro e introiti molto scarsi: lo stipendio part time della figlia più grande e quello discontinuo e precario della madre. Inoltre, a breve dovranno trovarsi un altro alloggio.

La raccolta fondi

Alcuni amici hanno deciso di aiutare la famiglia attivando una campagna di raccolta fondi su gofundme, che in due giorni ha permesso di raccogliere poco più di 1000 euro. «È stato un periodo molto duro - spiega la persona che ha avviato la raccolta -. Le donne avevano trovato un'abitazione in affitto in via Verdi ma a un certo punto la madre ha perso il lavoro e non è riuscita a pagare il canone. Dopo 7 mesi sono state sfrattate. I servizi sociali del Comune di Venezia le hanno sostenute per un certo periodo con un contributo per "morosità incolpevole" e oggi madre e figlie stanno ritrovando un fragile equilibrio». Si sono trasferite fuori Mestre, riuscendo a permettersi l'affitto, appunto, anche grazie all'aiuto del Comune. Presto il contratto scadrà, ma il Comune continua a seguire da vicino la vicenda e valuterà se estendere l'aiuto. Purtroppo, continua il racconto, «l'ex proprietaria di casa, una persona molto benestante senza alcun problema economico, ha intentato loro causa per recuperare i canoni non versati (5mila euro), aggiungendo altre spese neanche dovute: dopo due anni, tra interessi di mora e spese legali, il debito è lievitato fino a 20mila euro».

Per recuperarli, spiegano, «la creditrice non si è fatta scrupolo di arrivare al pignoramento di una parte dello stipendio della figlia maggiore», circa 200 euro sugli 800 che la ragazza percepisce mensilmente. «Stiamo cercando di raccogliere un contributo - scrivono - per aiutare questa famigliola a pagare i suoi debiti e a ricominciare finalmente a vivere dignitosamente».

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«È una vicenda triste - aggiungono gli amici di famiglia - che denota un atteggiamento indegno e diffuso a Mestre, quello di pochi proprietari che hanno tanti beni immobili e li usano esclusivamente per il proprio tornaconto. Questo sistema snatura e immiserisce la città, contribuendo al degrado del centro. Ci sono negozi sfitti e appartamenti vuoti, a fronte di gente che ne ha bisogno». «In questo caso - concludono - la proprietaria ha 78 anni e possiede decine di appartamenti in centro».

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