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Altra rapina in un albergo mestrino: portiere viene minacciato e chiuso nel bagno

Il colpo poco prima delle 2 della notte tra mercoledì e giovedì all'Antony Hotel di via Orlanda. Bandito armato e travisato fugge con 450 euro mentre 2 pali controllano la situazione

Una rapina simile in tutto e per tutto a quella perpetrata sabato scorso all'hotel Giovannina di via Dante a Mestre. Stavolta a finire nel mirino dei banditi è stato l'Antony Hotel di via Orlanda. Per fortuna, a differenza del caso precedente, non c'è stata alcuna aggressione fisica. L'addetto alla portineria, anche se provato dall'esperienza, non ha avuto bisogno delle cure dei sanitari del 118. Tutto inizia poco dopo l'1.30 della notte tra mercoledì e giovedì. Le strade sono deserte quando 2 "pali" e l'incursore vero e proprio mettono piede nell'albergo.

Fin da subito si capisce che quella è una rapina. Il bandito ha sciarpa e berretto a nascondergli il volto e porta degli occhiali da vista. Parla in italiano, anche se non con accenti particolari. Minaccia il dipendente con un coltello, o comunque induce a pensare di averlo mettendo la mano sotto i vestiti. "Dammi i soldi", intima. In pochi istanti è già oltre il bancone, mentre il portiere gli apre la cassaforte. E' praticamente vuota. Di conseguenza il ladro si volta e apre i cassetti dove si trova il fondo cassa. Si tratta di alcune centinaia di euro, non di più. Il bottino si aggirerebbe sui 450 euro in contanti.

Il tutto mentre all'esterno i 2 complici, travisati con sciarpe e berretti, controllano che il campo rimanga libero. Dopodiché i banditi scappano di corsa, con ogni probabilità verso l'auto che potrebbero aver lasciato nelle vicinanze. Non lasciano niente al caso: hanno guanti e indumenti scuri. Si muovono in maniera organizzata. Prima di uscire, il bandito induce il portiere a chiudersi in bagno: "Stai dentro ed esci solo dopo qualche minuto", afferma. Giusto il tempo di allontanarsi dal luogo delle operazioni prima dell'intervento della polizia. Sul posto si sono portate le volanti della questura, che hanno raccolto la testimonianza del rapinato e hanno avviato le indagini. Visionando anche le telecamere di sorveglianza. 

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