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Rapina a Zelarino, c'è una banda che "punta" le tabaccherie? "Contromisure dal governo"

La squadra mobile sta indagando per cercare di individuare i due criminali che hanno assaltato il negozio sulla Castellana. Mognato (Articolo Uno): "Interrogheremo il ministro"

Una rapina che continua a fare rumore. Perché è l'ultima di una serie dalle modalità simili e che quindi potrebbero essere state perpetrate (tutte) o quasi dalla stessa banda. L'assalto armato di venerdì sera a Zelarino, nei confronti di una tabaccheria situata in via Castellana quasi all'angolo con via Maganza, ha rinvigorito le richieste di sicurezza specie da parte dei commercianti, che all'orario di chiusura degli esercizi si sentono nel mirino. Sul caso sta indagando la squadra mobile di Venezia, che ha raccolto le testimonianze del titolare e della dipendente assaliti dai due criminali armati di pistola poco dopo le 19. La coppia è scappata prima a piedi e poi sarebbe salita a bordo di un'auto di colore rosso, facendo perdere le proprie tracce con un bottino di circa 2mila euro. L'incasso di giornata. Per fortuna nessuno si è fatto male: i criminali hanno chiesto al tabaccaio le chiavi per chiudere i presenti in bagno, ma lui avrebbe detto loro di prendere i soldi e andarsene. Così è stato. 

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La vicenda sta facendo discutere anche la politica: "Proprio la scorsa settimana a Roma insieme al collega onorevole Pagani di Ravenna e d'intesa con la presidente dei tabaccai veneziani Maria Bonaldo, abbiamo incontrato il presidente nazionale dei tabaccai, Giovanni Risso, e il direttore generale Stefano Bartoli sulle problematiche legate alla sicurezza dei rivenditori di generi di monopolio - dichiara il deputato di Articolo Uno, Michele Mognato - L'ennesima rapina di venerdì è un'ulteriore conferma di una situazione di grave pericolo che va affrontata mettendo in atto tutte le attività di prevenzione e repressione".

Come innalzare i livelli di sicurezza? "Lo scorso anno il ministro dell'Interno, Marco Minniti, e il presidente nazionale della Fit hanno rinnovato il protocollo quadro per la prevenzione della criminalità in queste attività economiche che fondano la propria redditività su servizi e beni a bassa e fissa marginalità di guadagno, con il 95% del denaro che transita che viene riversato nelle casse dello Stato e dei concessionari - continua Mognato - È assolutamente necessario dare seguito e concretezza a quanto sottoscritto continuando la proficua collaborazione con le Prefetture e le forze dell'ordine, implementando i sistemi di videosorveglianza all'esterno delle rivendite collegate con le centrali operative di polizia e carabinieri e promuovendo l'utilizzo di sistemi di pagamento elettronico come mezzi alternativi all'uso del denaro del contante. Serve - conclude - un impegno anche finanziario dello Stato e di tutte le istituzioni per favorire la concessione di agevolazioni e incentivi sugli investimenti in sicurezza che si devono affrontare. Nel corso dell'incontro di giovedì ci siamo impegnati a interrogare il ministro per garantire il diritto alla sicurezza a tutti". 

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