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Minacciato con un coltello e rapinato da una coppia criminale

L'aggressione nella notte di giovedì in via Cappuccina a Mestre. Poco prima la stessa strada teatro di altri due pesanti episodi di cronaca

Inseguimenti, tentate rapine e colpi messi a segno. Tutto in pochi metri, tutto in poche ore. Tra il primo pomeriggio di mercoledì e la notte seguente a Mestre è stata via Cappuccina a calamitare l'attenzione della cronaca. In serata la fuga di un 33enne albanese di fronte a un controllo stradale della polizia (con tanto di speronamento di alcune pantere delle forze dell'ordine e manette scattate in via della Rinascita a Marghera), prima la terza aggressione ai danni di un cittadino bengalese da parte di alcuni ragazzini di quindici anni. Si è trattato di un tentativo di rapina con ogni probabilità perpetrato da un trio di una delle baby gang che scorrazzano per il centro città.

Infine, poco prima delle 3 della notte tra mercoledì e giovedì, si è verificata una seconda aggressione. Stavolta andata a segno. Un ventenne di nazionalità bengalese, infatti, a un certo punto si è accapigliato assieme a un compare con due rivali di nazionalità albanese, anche loro giovani. Dalle parole si è passati in poco tempo ai fatti, all'altezza della sala giochi "Replay". Durante l'alterco uno dei litiganti di origini slave si allontana, raggiungendo una ragazza che gli consegna un coltello. Dalla semplice rissa subito lo scenario è cambiato: passando a una rapina vera e propria. 

Impossibile reagire o tentare di scappare di fronte alla lama. Lo sventurato è stato quindi prima preso a pugni al volto e poi costretto a consegnare il borsello che aveva con sé, al cui interno si trovavano circa 400 euro in contanti. Ottenuto ciò che voleva, la coppia criminale ha poi fatto perdere le proprie tracce nell'oscurità. Al derubato non è rimasto altro che chiedere aiuto alle forze dell'ordine assieme al compare. Gli accertamenti in zona hanno permesso di individuare il borsello privo dei soldi in corrispondenza del sottopasso di via Dante. La vittima si è fatta medicare al pronto soccorso dell'Angelo, venendo dimesso con una prognosi di otto giorni.

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